
Cinquant’anni: un traguardo che non si raggiunge per caso. Arte Fiera, la fiera d’arte italiana per eccellenza, festeggia mezzo secolo di vita tornando a BolognaFiere dal 5 al 7 febbraio 2027, con una preview il giorno prima. “C’è tempo” è il titolo scelto, un invito che suona quasi come una sfida. Da un lato, celebra il percorso compiuto; dall’altro, spinge a ripensare cosa significa oggi una fiera d’arte. In un mondo che cambia velocemente, questo momento serve a interrogarsi sul futuro, sulle nuove forme di partecipazione e sull’interazione con il pubblico. Bologna si prepara così a mettere in scena non solo la memoria, ma anche un progetto per i prossimi decenni.
Arte Fiera, tra radici solide e nuove strade nel sistema culturale italiano
Dopo il cambio di rotta iniziato nel 2026 con il direttore artistico Davide Ferri e il supporto operativo di Enea Righi, Arte Fiera punta a rafforzare la sua posizione nel panorama artistico nazionale. Non si tratta solo di una vetrina per espositori e collezionisti, ma di uno spazio che vuole raccontare come si evolvono le fiere d’arte e il modo in cui le viviamo. L’approccio cambia: meno spettacolo, più dialogo, più calore umano. Si alternano momenti dedicati al mercato a spazi di ricerca e approfondimento storico-artistico, per offrire un’esperienza più lenta e riflessiva.
Un pilastro di questa strategia sono le solide collaborazioni con enti e aziende italiane, in particolare con BPER Banca, main partner dal 2024. Il loro sostegno si sta rivelando fondamentale per la crescita e il rilancio di Arte Fiera, contribuendo a costruire non solo un evento commerciale, ma un’identità culturale forte e coerente.
Cinquant’anni di performance: il ritorno della Settimana Internazionale
La 50esima edizione di Arte Fiera coincide con un anniversario storico per Bologna: i cinquant’anni della Settimana Internazionale della Performance, evento che negli anni Settanta fece della città un punto di riferimento mondiale per la performance art. Per celebrare questa ricorrenza, la fiera dedica un progetto speciale a questa forma d’arte, negli spazi vicini alla manifestazione, ribadendo il legame di Bologna con una tradizione sperimentale di grande rilievo.
L’iniziativa non guarda solo al passato, ma vuole anche sottolineare l’importanza del dialogo tra generazioni e il valore di pratiche artistiche che ancora oggi rompono gli schemi. Un ponte tra ieri e oggi, per rilanciare la performance art come terreno fertile per la scena contemporanea.
“Viaggio in Italia”: un tuffo nell’arte su carta dal Novecento a oggi
Tra le novità più rilevanti c’è il progetto “Viaggio in Italia”, che coinvolge tutte le gallerie della Main Section. L’idea è di offrire una panoramica ampia e articolata sull’arte italiana attraverso opere su carta: acquerelli, disegni, collage, bozzetti, tempere, gouache e lavori preparatori che raccontano più di un secolo di pratiche artistiche.
Questa selezione vuole creare un dialogo trasversale con la storia dell’arte italiana, ma anche riflettere sul valore simbolico e materiale della carta, un supporto intimo e versatile, usato in vari momenti storici per sperimentare e narrare. Il titolo richiama il Grand Tour, l’antica tradizione di viaggi culturali in Europa, trasformando “Viaggio in Italia” in un percorso stratificato che coinvolge estetica e storia, offrendo uno sguardo denso e stimolante.
Cinque sezioni per raccontare il contemporaneo
La Main Section si arricchisce con la conferma e l’ampliamento delle cinque sezioni curatoriali introdotte con il nuovo corso di Arte Fiera.
“Fotografia e dintorni”, a cura di Marta Papini, offre uno sguardo ampio sul medium fotografico, unendo nomi storici e nuove promesse, senza dimenticare le contaminazioni con altri linguaggi artistici. L’obiettivo è mostrare le tante sfaccettature di un mezzo in continua evoluzione.
“Multipli”, coordinata da Lorenzo Gigotti, esplora le forme di riproducibilità artistica: dai libri d’artista alle edizioni sonore, fino al design e ai nuovi media. Qui si riflette su modelli di mercato più accessibili rispetto all’opera unica, ampliando così il pubblico e valorizzando pratiche più inclusive.
La sezione “Pittura XXI”, curata da Ilaria Gianni, conferma il ruolo centrale della pittura nel contemporaneo, mettendo a confronto artisti emergenti e di metà carriera, italiani e stranieri, attivi negli ultimi vent’anni. Il confronto stimola a ripensare il posto della pittura oggi.
“Prospettiva”, affidata a Michele D’Aurizio, si concentra sui giovani artisti e sulle proposte monografiche di gallerie orientate alla ricerca sperimentale, offrendo uno sguardo fresco e innovativo sulle nuove generazioni.
Infine, “Ventesimo+”, sotto la direzione di Alberto Salvadori, traccia un bilancio sull’arte italiana e internazionale del XX secolo fino a oggi, esplorando dinamiche collezionistiche e nuove identità nel mondo dell’arte contemporanea.
L’editoria al centro: approfondimenti e dialoghi
Il padiglione del Centro Servizi conferma il suo ruolo di fulcro per l’editoria artistica, ospitando editori specializzati e un ricco programma di incontri. I Book Talk restano un appuntamento fisso: artisti, critici, autori e studiosi si confrontano sui libri dedicati all’arte contemporanea, creando spazi di confronto diretto e stimolante.
Questo spazio dedicato alla parola scritta si inserisce in un contesto che valorizza il libro non solo come oggetto culturale, ma anche come strumento di conoscenza e riflessione, capace di alimentare il dibattito sull’arte e di andare oltre l’aspetto commerciale delle fiere.
L’immagine di Arte Fiera 2027 parla il linguaggio del tempo
La nuova grafica della manifestazione mette al centro il tema del tempo, cuore della riflessione di questa cinquantesima edizione. Uno sfondo blu intenso accoglie un arco di cerchi rossi in movimento, che ricordano il meccanismo di un orologio e suggeriscono un flusso costante di evoluzione.
Questo segno visivo racconta una storia che non si ferma a eventi isolati, ma si sviluppa come un percorso fluido e dinamico, specchio del cambiamento continuo nel mondo dell’arte e nella vita stessa della fiera. L’identità visiva diventa così un simbolo coerente con il messaggio di “C’è tempo”, un invito a osservare con calma e attenzione il lento mutare del sistema culturale.



