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Tokyo in mostra: 5 esposizioni imperdibili più una sorpresa da scoprire subito

Redazione 17 Maggio 2026

Tokyo si risveglia sotto i ciliegi in fiore, pronta a stupire con un caleidoscopio di eventi culturali. Tra mostre di fotografia che catturano l’anima della metropoli, esposizioni di moda che sfidano il tempo e storie illustrate per bambini che incantano senza sforzo, ogni appuntamento racconta un pezzo di vita contemporanea. Qui il passato non è mai lontano: si intreccia con il presente e si proietta nel futuro attraverso un dialogo vibrante e autentico. La primavera a Tokyo non è solo una stagione, ma un’esperienza che mescola tradizione e innovazione, emozione e riflessione. Chi cerca l’arte vera, quella capace di scuotere, sa dove trovarla.

Sentire oltre il digitale: il Tokyo Photographic Art Museum riflette sui sensi nell’era dell’intelligenza artificiale

Al Tokyo Photographic Art Museum, la mostra “Don’t think. Feel.” spinge i visitatori a ripensare il rapporto con i sensi nell’epoca digitale e dell’intelligenza artificiale. Non si parla solo di vista o tatto, ma di un’esperienza più ampia, che coinvolge tutti i sensi e la capacità umana di interpretare il mondo con empatia e immaginazione, nonostante l’avanzare della tecnologia. Le opere, scelte dalla vasta TOP Collection che conta più di 39.000 fotografie e video, sono organizzate in cinque temi diversi, ognuno dedicato a modi differenti di percepire e comunicare. La mostra invita a mescolare sensazioni, raccontando in modo quasi primitivo ciò che rende l’essere umano unico, anche in un’epoca sempre più dominata dal digitale. Tutti i lavori dialogano tra loro, pur raccontando storie diverse, creando una narrazione collettiva che attraversa culture e contesti. Il titolo prende spunto dalla celebre frase di Bruce Lee, “Don’t think. Feel.”, che sottolinea l’importanza dell’esperienza emotiva immediata, qualcosa che ancora distingue la percezione umana dagli algoritmi.

Hanae Mori, mezzo secolo di moda e tradizione al Tokyo Art Center

Il Tokyo Art Center celebra i cento anni dalla nascita di Hanae Mori, una delle grandi protagoniste della moda giapponese del dopoguerra. In mostra ci sono 400 pezzi, soprattutto abiti e stampe su seta, che raccontano la carriera della stilista dagli anni Cinquanta fino ai suoi primi passi in Occidente. Hanae Mori ha saputo unire in modo raffinato l’artigianato giapponese a un’estetica che parla al mondo intero, trasformando la moda in una forma d’arte carica di significato culturale. Le donne dei suoi abiti sono forti, eleganti, e rappresentano nuove identità femminili, lontane dagli stereotipi del periodo postbellico. La mostra, aperta fino al 6 luglio 2026, ripercorre questa evoluzione, mettendo in luce come stoffe e forme raccontino la riscoperta dell’artigianato e il riconoscimento internazionale della creatività giapponese nel campo tessile.

Beppu Kan’ichirō, un ponte tra Giappone e Italia all’Istituto Italiano di Cultura

All’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, situato nel cuore della città vicino al Palazzo Imperiale e progettato da Gae Aulenti, è stata allestita una retrospettiva dedicata a Beppu Kan’ichirō, artista giapponese legato profondamente all’Italia. La mostra ha raccolto una quarantina di dipinti, in gran parte vedute di Venezia, città amata dall’artista durante il suo soggiorno europeo a partire dal 1928. Organizzata con la famiglia di Beppu e il comitato promotore, l’esposizione ripercorre il percorso di un pittore che ha saputo interpretare con originalità il dialogo tra culture orientali e occidentali nel primo Novecento. L’Istituto, conosciuto per le sue iniziative culturali e la biblioteca specializzata in italianistica, conferma ancora una volta il suo ruolo di punto di incontro tra Italia e Giappone.

Moriyama e Tavitian: due città a confronto nella fotografia urbana di Post a Shibuya

Nello spazio raccolto di Post, libreria simbolo della cultura fotografica a Tokyo, si confrontano le immagini di Daido Moriyama e Avo Tavitian. Entrambi usano la pellicola 35mm per raccontare la vita frenetica di due metropoli lontane ma simili per certi aspetti: Shinjuku a Tokyo e Los Angeles. Le fotografie di Moriyama catturano l’anima caotica e vibrante di Shinjuku, mentre quelle di Tavitian raccontano oltre trent’anni di trasformazioni nella città californiana. La mostra punta su un approccio spontaneo, fatto di scatti nati dal caso, che raccontano le strade e le persone comuni. Aperta fino al 17 maggio 2026, ospita anche oggetti realizzati con tessuti decorati dalle immagini di Moriyama e offre in vendita due recenti pubblicazioni: “How to Tokyo at Night” e “Tires of Los Angeles”. Due sguardi sensibili e profondi, uniti dall’interesse per il cambiamento delle metropoli moderne.

Robert Longo alla Pace Gallery: l’arte che indaga potere e memoria

Fino al 17 giugno 2026, la Pace Gallery di Tokyo ospita “Angels of the Maelstrom”, mostra dedicata a Robert Longo, celebre per i suoi grandi disegni a carboncino e sculture incisive. L’artista americano riflette su potere, violenza e mitologia contemporanea attraverso immagini dense, spesso ispirate ai media e al web. Il lavoro richiama “Angelus Novus” di Paul Klee, interpretato da Walter Benjamin come “l’angelo della storia” sospinto verso il futuro da una tempesta, metafora del tumulto sociale e storico. Nato a Brooklyn nel 1953, Longo è figura chiave della “Pictures Generation”, movimento che dagli anni Ottanta ha messo in discussione consumismo e dominio mediatico. La mostra riunisce opere che esplorano il rapporto tra immagine, memoria e realtà, confermando Longo come uno degli interpreti più attenti delle contraddizioni della società contemporanea. Le sue opere fanno parte delle collezioni di musei come il MoMA di New York, il Centre Pompidou e la Tate di Londra.

Eric Carle al Museo d’Arte Contemporanea: un classico per grandi e piccini

Fino al 26 luglio 2026, il Museo d’Arte Contemporanea di Tokyo rende omaggio a Eric Carle, illustratore statunitense noto in tutto il mondo per “The Very Hungry Caterpillar”. La mostra celebra i cinquant’anni dalla pubblicazione in Giappone con circa 180 opere, tra illustrazioni originali e bozze, provenienti dal Museum of Picture Book Art e dalla Carle Foundation. La storia del bruco affamato che si trasforma in farfalla è diventata un simbolo universale di crescita e speranza, accompagnando generazioni di bambini in Giappone e altrove. L’esposizione offre uno sguardo approfondito sul metodo creativo di Carle, mettendo in luce la cura per il colore e il collage che rendono uniche le sue opere. Un evento che attrae visitatori di ogni età, confermando il valore culturale e educativo dei libri illustrati come forme d’arte capaci di durare nel tempo. Una delle occasioni più gioiose e partecipate della stagione nella capitale nipponica.

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