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Il Giardino Alchemico di Julie Hamisky in mostra a Milano da Pandolfini Casa d’Aste

Via Manzoni 45, Milano, nasconde un segreto che sembra sfidare il tempo. Tra quelle mura sobrie, la natura si trasforma in qualcosa di eterno. Dal 22 al 26 aprile 2026, la casa d’aste Pandolfini accoglie una mostra unica dedicata a Julie Hamisky, artista francese che lavora con fiori e piante, ma non come li conosciamo. Le sue creazioni sono sculture di metallo, nate da una tecnica antica che congela la bellezza fragile della natura proprio prima che cominci a svanire. Non è solo una questione di estetica: ogni pezzo invita a riflettere sulla tensione tra la caducità degli organismi viventi e la durezza del metallo, trasformando il tempo in materia eterna.

Elettroplaccatura: l’arte di fermare l’effimero

Julie Hamisky utilizza una tecnica poco comune, l’elettroplaccatura, per imprimere la memoria della natura in forme che durano nel tempo. In pratica, immerge fiori e foglie in un bagno galvanico attraversato da corrente elettrica, che riveste le superfici vegetali di metallo con una precisione sorprendente. Il risultato sono sculture solide, che conservano ogni più piccola venatura e piega fragile degli originali. Il processo richiede un controllo attento di variabili come corrente, temperatura e durata, che influenzano anche i colori finali: dal verde profondo al blu elettrico, fino a sfumature di lilla e rame caldo.

Ma non finisce qui. Altri passaggi, come ossidazione e trattamento al fuoco, donano alle opere un aspetto autentico e coinvolgente, lasciando sottili involucri metallici che mantengono viva la texture naturale. Con questo lavoro, Hamisky mette a confronto la breve vita dei fiori con la solidità delle sculture di metallo. Il valore dell’opera sta proprio in quell’istante prima che la natura svanisca, immortalato per sempre.

Opere in mostra: quando la natura diventa monumento e luce

Tra le opere spicca La Géante , un papavero ingrandito fino a dimensioni quasi architettoniche. Questa scultura unisce la precisione botanica a una presenza imponente, simbolo della nuova vita che l’artista regala a quel fiore. C’è poi Aqua , un lampadario fatto di forme vegetali galvanizzate che mescolano estetica e funzionalità, trasformando la natura in una fonte luminosa. Le superfici metalliche giocano con la luce, creando un’atmosfera sospesa, quasi magica.

La mostra include anche le serie Bloom, Volcano e Still Life, che approfondiscono il rapporto tra ornamento, oggetto e forma autonoma. I fiori diventano protagonisti indipendenti, capaci di portare eleganza e significato sia in casa che in museo. Ogni pezzo dimostra come la natura possa dialogare con la scultura contemporanea senza perdere la sua identità, ma anzi acquisendo nuovi spunti estetici e simbolici.

Gioielli botanici: la natura da indossare

La magia di Hamisky si estende anche ai gioielli. Una selezione di creazioni indossabili completa la mostra, riportando fiori e frammenti botanici alla loro dimensione originale. Realizzati con la stessa tecnica dell’elettroplaccatura, questi pezzi sono vere e proprie opere d’arte che si fondono con il corpo.

Ogni gioiello è come una piccola scultura metallica, capace di preservare nel tempo la delicatezza di ciò che li ha ispirati. Indossarli significa portare con sé un frammento di natura sospesa, una prova concreta del concetto di durata che Hamisky sfida. L’artista racconta anche la sorpresa che il processo riserva: non sempre il risultato è prevedibile, perché il decadimento o la trasformazione del materiale organico possono svelare caratteristiche uniche o cambiare profondamente la forma originale.

Pandolfini: un luogo di incontro tra tradizione e arte contemporanea

Pietro De Bernardi, amministratore delegato di Pandolfini Casa d’Aste, sottolinea il ruolo della sede milanese come punto di incontro culturale, non solo mercato dell’arte. Accogliere la mostra di Julie Hamisky è parte di una strategia che vuole aprire lo spazio a nuove visioni e contaminazioni artistiche. Via Manzoni diventa così un laboratorio dove arte contemporanea, design e artigianato si incontrano.

De Bernardi spiega come il progetto dia nuova vita al contesto tradizionale della casa d’aste, creando un dialogo tra discipline diverse. L’obiettivo è fare di Pandolfini un punto di riferimento capace di generare connessioni tra pubblico, artisti e collezionisti. La mostra di Hamisky è l’esempio perfetto di questa sintesi: un lavoro che unisce tecniche antiche a temi attuali, mettendo al centro fragilità, trasformazione e bellezza senza tempo.

Redazione

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