Categories: Eventi

Giorgio Griffa compie 90 anni: il maestro della pittura contemporanea celebra una vita di arte e colore

A fine marzo 2026, Giorgio Griffa ha spento novant’anni. Un traguardo che non è solo una cifra, ma un simbolo: quello di un artista che ha inciso profondamente sulla pittura contemporanea. Da decenni, Griffa dialoga con il colore e il segno, tracciando linee che sembrano sospese tra il visibile e l’invisibile. La sua tela non racconta storie convenzionali, ma sussurra emozioni, memorie e silenzi. Torino, la sua città natale e cuore pulsante della sua carriera, gli rende omaggio con una mostra alla Fondazione a lui dedicata, un viaggio che unisce passato e presente attraverso il linguaggio unico delle sue opere.

“Summer 69”: il segno che ha cambiato la pittura contemporanea

Per celebrare i 90 anni di Griffa, la Fondazione ha organizzato “Summer 69”, una mostra che raccoglie le opere chiave del 1969, anno segnato da eventi storici ma anche cruciale nella ricerca dell’artista. Quell’anno, oltre all’allunaggio che tutti ricordiamo, rappresenta l’inizio di una fase decisiva nella sua pittura. Le opere sono affiancate da fotografie in bianco e nero di Paolo Mussat Sartor, scatti originali realizzati proprio durante la mostra di Griffa alla Galleria Gian Enzo Sperone dello stesso anno. Le immagini raccontano l’atmosfera vibrante e innovativa di quegli anni, un dialogo intenso tra segni, colori e tracce immerso in un clima artistico carico di energia.

La mostra si sviluppa attorno a due punti chiave. Il primo emerge dalle fotografie di Sartor, che catturano l’energia di un’epoca che ha rivoluzionato il modo di fare arte. Quei momenti sono fissati in immagini che permettono di osservare le opere attraverso gli occhi di chi le ha vissute. Il secondo punto riguarda il cuore della poetica di Griffa: la traccia, l’impronta lasciata sulla tela. Nel 1969 l’artista cominciò a lavorare su tele senza telaio, grezze, dove imprimere segni con pollici, spugne e pennelli. La superficie non è più semplice supporto, ma diventa protagonista, testimone del gesto pittorico. Questo equilibrio tra pensiero, gesto e materia mette Griffa in un territorio a cavallo tra arte concettuale e tradizione.

La tela senza telaio: la rivoluzione del gesto

L’esperimento del 1969 segna una svolta decisiva nella produzione di Griffa e dà un contributo importante al rinnovamento della pittura contemporanea. Rinunciare al telaio significa liberare la tela da un supporto rigido, per accogliere invece una superficie grezza e aperta, capace di trasformarsi. Su questo sfondo il segno diventa assoluto protagonista: non attraversa semplicemente la tela, ma ne fa parte, si integra con essa. L’artista lascia tracce immediate, spesso imperfette, che conservano la spontaneità del gesto. L’uso di pollici, pennelli e spugne è una sorta di scrittura fisica, materica, dove ogni impronta porta con sé la presenza viva dell’autore.

Nel pieno della stagione dell’arte povera e concettuale, la ricerca di Griffa assume un valore profondo e innovativo. Non si tratta solo di usare materiali o tecniche insolite, ma di rimettere in gioco il senso stesso dell’opera pittorica. Il colore non serve più a riprodurre forme o immagini, ma diventa veicolo di un pensiero astratto. La pittura si trasforma in un linguaggio fatto di segni, spazi e silenzi, aperto a molte interpretazioni e alla riflessione. Questa sintesi originale di gesto, superficie e colore rende la pittura di Griffa un’indagine sul tempo e lo spazio, vicina all’arte concettuale ma sempre legata alla forza dell’immagine.

Un’eredità viva: le celebrazioni per i 90 anni di Griffa a Torino e nel mondo

I segni distintivi di Giorgio Griffa non appartengono solo al passato: emergono con forza anche nelle opere recenti, esposte nella mostra torinese. Le tele del 2026 confermano un artista ancora vivo e coerente, a distanza di molti anni dalla sua stagione più sperimentale. Accanto ai dipinti ci sono fotografie recenti di Paolo Mussat Sartor, scatti realizzati all’interno della Fondazione che rafforzano il dialogo tra memoria e attualità.

Il compleanno ha dato il via a una serie di appuntamenti culturali importanti. Il 26 marzo, al Castello di Rivoli, è stata inaugurata una sala monografica dedicata a Griffa, realizzata insieme al CRRI e arricchita da fotografie d’epoca di Paolo Pellion. Dal 9 maggio, la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino ospiterà una sezione speciale dedicata all’artista, rafforzando il suo ruolo nel panorama artistico cittadino.

Le celebrazioni superano i confini italiani: il MAXXI di Roma ha recentemente acquistato sei opere monumentali di Griffa, ampliando la sua collezione pubblica con capolavori dell’artista. Negli Stati Uniti, il Clark Art Institute di Williamstown, Massachusetts, presenterà da giugno a ottobre la retrospettiva “Giorgio Griffa: Paths in the Forest”. Curata da Robert Wiesenberger, la mostra riunisce una ventina di grandi lavori accompagnati da un catalogo approfondito. Il progetto ha ottenuto il sostegno dell’Italian Council, il bando ministeriale per la creatività contemporanea, a sottolineare l’importanza internazionale del riconoscimento.

La Fondazione Griffa si apre al pubblico: il progetto membership per il futuro

Oltre alle mostre e alle iniziative internazionali, nel 2026 la Fondazione Giorgio Griffa ha lanciato un progetto di membership con un obiettivo chiaro: avvicinare il pubblico all’arte di Griffa e diffonderne la conoscenza in modo più ampio. Si tratta di un sistema di adesione aperto, pensato per coinvolgere appassionati, studiosi e collezionisti, offrendo loro l’opportunità di entrare in contatto diretto con l’opera e i valori culturali del maestro.

L’idea è creare una comunità che possa dialogare con l’eredità dell’artista attraverso eventi dedicati, approfondimenti e materiali esclusivi. La scelta di un modello aperto e partecipativo segna un passo importante per la Fondazione, che vuole diventare sempre di più un punto di riferimento per la ricerca e la diffusione della cultura artistica, mettendo al centro il segno di un pittore che ha saputo cogliere nella traccia il senso profondo dell’arte.

I novant’anni di Giorgio Griffa raccontano più di una lunga carriera: sono la testimonianza di un pensiero pittorico autentico e duraturo. La sua capacità di unire gesto e riflessione continua a colorare la scena artistica internazionale con un linguaggio immediato e potente, fatto di segni che parlano senza bisogno di parole. Mentre le sue opere girano per i musei più importanti e vengono raccontate nelle mostre, il segno di Griffa resta impresso nelle tele e nella storia dell’arte contemporanea.

Redazione

Recent Posts

Finlandia boicotta la Biennale di Venezia: il ritorno del Padiglione Russia scatena la crisi diplomatica

La Finlandia riduce la sua partecipazione alla Biennale di Venezia, un gesto che pesa più…

1 giorno ago

Inventare la natura a Palazzo Te: Leonardo, Arcimboldo e Caravaggio tra arte e illusione

Appena varchi la soglia di Palazzo Te, il mondo sembra capovolgersi. Non è solo un…

1 giorno ago

Federica Zuccheri e il Sorriso della Sfinge: Arte Contemporanea a Villa Giulia tra Storia e Innovazione

Non capita tutti i giorni di entrare in un museo dove l’antico prende vita e…

2 giorni ago

Milano Art Week 2026: Mostre e Eventi Imperdibili dell’Ultima Giornata

Milano si sta preparando a una settimana che promette di scuotere il cuore della città.…

2 giorni ago

Other Identity celebra 200 dialoghi su identità culturali e autorappresentazione nell’arte contemporanea

Duecento pubblicazioni: un traguardo che non si raggiunge per caso. Da quattro anni, Other Identity…

2 giorni ago

Wood Wide Web a Verona: la Foresta Interconnessa di Ketty Gobbo invade Galleria Artericambi

Nelle viscere di una foresta, sotto i nostri piedi, si nasconde una rete intricata, silenziosa…

2 giorni ago