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Smiljan Radić Clarke vince il Pritzker Prize 2026: l’architettura esperienziale del maestro cileno premiata internazionale

Un’architettura che parla al cuore e si fa memoria del luogo. Così si potrebbe descrivere il lavoro di Smiljan Radić Clarke, l’architetto cileno classe 1965 che ha conquistato il Pritzker Architecture Prize 2026. Trent’anni di carriera, spesi a intrecciare storia e innovazione, hanno dato vita a spazi che sembrano respirare: fragili, sì, ma al tempo stesso profondamente solidi. Il suo è un linguaggio che non smette di sorprendere, capace di trasformare il costruito in qualcosa di vivo, radicato, essenziale.

Pritzker: un premio che fa la storia dell’architettura

Il Pritzker nasce nel 1979 con l’obiettivo di mettere in luce quanto l’architettura sia fondamentale nella vita di tutti i giorni e nel volto delle città. Jay e Cindy Pritzker volevano un riconoscimento che andasse oltre la semplice bellezza, un premio per chi ha saputo cambiare il modo di abitare attraverso idee e progetti. Negli anni, il Pritzker è stato assegnato a nomi del calibro di Philip Johnson, Luis Barragán, Renzo Piano e Zaha Hadid. Nel 2022 ha premiato Francis Kéré per il suo impegno sociale. Il premio premia innovazione, ricerca e un’architettura che rispetta l’ambiente e le persone. Oltre al prestigio, il vincitore riceve 100.000 dollari, una medaglia in bronzo con i principi vitruviani di firmitas, utilitas e venustas e un certificato ufficiale. Nel 2025 è toccato all’architetto cinese Liu Jiakun, aprendo la strada a voci nuove da tutto il mondo.

Le radici di un architetto tra Cile, Croazia e Gran Bretagna

Nato a Santiago, Radić è figlio di una famiglia con origini croate e britanniche, un mix culturale che si riflette nel suo lavoro. La sua architettura è un intreccio di storia e cultura, capace di costruire identità attraverso lo spazio. Dopo la laurea nel 1989 alla Pontificia Universidad Católica de Chile, ha affinato la sua sensibilità all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, dove ha approfondito il rapporto tra filosofia, arte e progetto. Nel 1995 ha aperto il suo studio a Santiago, puntando su una struttura snella e creativa, lontana da schemi rigidi e linguaggi ripetitivi.

Architettura fragile, spazi che parlano all’anima

La giuria del Pritzker ha definito l’opera di Radić una “pietra angolare” fatta di sperimentazione, memoria e incertezza. Le sue architetture sembrano spesso incompiute, fragili, ma nascondono una forza autentica: sono spazi che accolgono, proteggono e invitano a vivere un’esperienza intensa. Invogliano a fermarsi, a rallentare per sentire davvero il mondo intorno. Progetti come il Restaurant Mestizo a Santiago o il Teatro Regional del Biobío a Concepción mostrano la sua abilità nel combinare cemento, pietra, legno e vetro per giocare con luce e suono. La House for the Poem of the Right Angle è un rifugio per la contemplazione, mentre il Serpentine Pavilion del 2014 a Londra è una sfida architettonica: una struttura temporanea, semi-trasparente, appoggiata su massi enormi, che conferma il suo modo di vedere l’architettura come esperienza fluida e in dialogo con l’ambiente.

Dalla Patagonia all’Europa: una carriera che attraversa i confini

Radić non si è mai fermato al Cile. Ha lavorato in Albania, Austria, Croazia, Francia, Italia, Spagna, Svizzera e Regno Unito, spaziando da case private a edifici pubblici e installazioni temporanee. Nel 2017 ha fondato a Santiago la Fundación de Arquitectura Frágil, un laboratorio di ricerca e scambio interdisciplinare. Questa ricerca dà alle sue opere un carattere unico e una forza espressiva particolare. Alejandro Aravena, presidente della giuria e vincitore del Pritzker 2016, ha sottolineato la “radicale originalità” di Radić, capace di tornare alle basi dell’architettura e allo stesso tempo di esplorare nuovi territori progettuali. La sua attività dimostra come anche dai luoghi più periferici possa nascere un dialogo con l’architettura globale. Opere come la Vik Millahue Winery sono esempi concreti di come cultura locale e linguaggio contemporaneo possano convivere.

La cerimonia ufficiale per il Pritzker 2026 si terrà, come da tradizione, in un luogo architettonico di rilievo scelto dalla fondazione. Un momento per celebrare non solo un grande architetto, ma anche una visione dell’architettura che mette al centro l’uomo, il luogo e il tempo.

Redazione

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