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Cortona On The Move 2024: Beautiful Country, un viaggio fotografico unico nell’Italia contemporanea

“Ogni tanto, tornare a casa serve a mettere a fuoco chi siamo davvero.” A Cortona, dal 16 luglio all’11 novembre 2026, il festival internazionale di fotografia Cortona on the Move apre una finestra sull’Italia di ieri e di oggi, con oltre trenta mostre che raccontano un Paese in trasformazione. Paesaggi, culture, comunità: un mosaico visivo che attraversa decenni di cambiamenti. Non è solo un omaggio a Luigi Ghirri e al suo celebre Viaggio in Italia, pietra miliare della fotografia contemporanea. Qui si guarda avanti, con uno sguardo che intreccia memoria e futuro, poesia e critica.

Cortona on the Move: quindici anni di fotografia, tra Italia e mondo

Con quindici anni alle spalle, Cortona on the Move si è guadagnata un posto di primo piano nel panorama culturale europeo. A curare questa edizione è Renata Ferri, che ha pensato Beautiful Country come un’occasione per guardare con occhi diversi quello che ci circonda. La fotografia diventa così un ponte tra passato, presente e immaginazione, uno strumento per leggere il mondo. In mostra ci sono autori italiani e stranieri, che intrecciano lo spirito del Grand Tour, legato alla scoperta e al viaggio, con uno sguardo critico e profondo.

Il festival non vuole essere solo un elenco di immagini, ma un laboratorio aperto di idee, un luogo dove incontrarsi, discutere, imparare. Tra gli appuntamenti ci sono incontri con il pubblico, presentazioni di libri e workshop con fotografi di primo piano. L’obiettivo è creare una comunità viva, capace di interpretare i tempi attraverso le immagini.

Peninsulae: esplorare l’Italia nascosta attraverso dieci sguardi originali

Una delle novità più interessanti di questa edizione è Peninsulae, un progetto che nasce da una commissione affidata a dieci artisti scelti da Ferri. Sono Arianna Arcara, Fabio Barile, Marina Caneve, Federico Clavarino, Matteo De Mayda, Giorgio Di Noto, Alessandro Imbriaco, Rachele Maistrello, Giulia Parlato e Giovanna Silva. Ognuno si addentra nelle pieghe nascoste dell’Italia di oggi, realizzando lavori che tracciano una mappa personale delle trasformazioni in corso.

Il progetto rompe con gli stereotipi sull’Italia contemporanea e con le narrazioni fotografiche più scontate, offrendo nuovi punti di vista tra reportage, ritratti e racconti visivi. Mette in luce non solo la bellezza del territorio, ma anche le sue contraddizioni e fragilità. L’esplorazione tocca luoghi concreti e simbolici, restituendo immagini che raccontano molto più di un semplice documento: sono tracce vive di un presente complesso.

Paesaggi tra memoria e trasformazione: grandi maestri e nuove voci

Tra le mostre più coinvolgenti, spiccano quelle dedicate al paesaggio, visto come custode di memoria e spazio di cambiamento. Joel Sternfeld, noto fotografo americano, presenta Campagna Romana, lavoro realizzato tra il 1989 e il 1991 che richiama l’antichità con scorci della campagna ai margini di Roma, in dialogo con i grandi pittori del Grand Tour. Candida Höfer, con la sua attenzione alle architetture pubbliche come biblioteche e musei, trasforma questi spazi in immagini precise e luminose, a metà strada tra arte e documentazione.

Luca Campigotto, con le sue vedute notturne di luoghi simbolo come Venezia, offre una prospettiva inedita, quasi onirica, che si discosta dallo sguardo abituale diurno. Le sue fotografie in grande formato, esposte lungo la via Crucis di Cortona, amplificano l’esperienza, regalando un impatto visivo forte e coinvolgente.

Fotografia e impegno civile: storie di confine e marginalità urbane

Antonio Biasiucci porta due lavori che uniscono fotografia e video-installazioni. Museo delle Civiltà mostra una sequenza di immagini dedicate ai reperti archeologici, mentre Corpo Cosmico trasforma oggetti di uso quotidiano in astri e costellazioni, riflettendo sui simboli culturali italiani. È una poesia visiva che si confronta con archivi e memorie.

Originale è anche il contributo del duo torinese Botto & Bruno, con Songs of a Lost World: una grande installazione composta da 900 fotografie sulle periferie urbane e l’archeologia industriale, in particolare l’ex polo di Porto Marghera. Il lavoro mette in luce il ruolo della fotografia come strumento per osservare marginalità e trasformazioni sociali.

A Milano, il confronto tra le immagini d’epoca di Gabriele Basilico negli anni Settanta-Ottanta e il recente progetto Milano ai bordi di Angelo Leonardo offre uno sguardo plastico sulla città in evoluzione, tra continuità e cambiamenti sociali.

Paesaggi segnati da memorie difficili: la fotografia come testimonianza

La Calabria si racconta attraverso gli scatti di Steffi Reimers, fotografa olandese che con Guilty Grounds mette a fuoco i segni dei crimini della ’Ndrangheta in territori silenziosi e tesi. L’uso sapiente della luce fa emergere tracce sottili e restituisce una memoria che non si può dimenticare, portando alla luce una violenza spesso nascosta.

Anche Carrara e le sue cave di marmo diventano protagoniste di una riflessione ambientale e politica grazie alle immagini di Julie Hascoët. Il suo lavoro Carrara, il crepuscolo della montagna racconta un territorio segnato da lotte sociali e movimenti anarchici fin dal XIX secolo, in un dialogo complesso tra uomo e natura.

Il tema ambientale si sviluppa anche in Stella Inquieta, progetto di Mattia Balsamini e Raffaele Panizza che indaga gli effetti delle tempeste solari sulla rete vitale del pianeta. Qui scienza e immagine si intrecciano in modo originale.

Overtourism e cultura underground: l’Italia di oggi tra folla e musica

Alessandro Toscano centra la sua ricerca sul fenomeno dell’overtourism nelle città d’arte italiane, con fotografie digitali che alterano paesaggi iconici come Roma, Pisa e Firenze. Le immagini comunicano il peso e le conseguenze del turismo di massa, che modifica la percezione e la struttura delle città storiche.

Dal lato opposto, emergono storie di controcultura e vitalità sotterranea con Mattia Zoppellaro e Chiara Fossati, che documentano i raduni techno, raccontando un’Italia segreta che pulsa al ritmo della musica elettronica.

La politica italiana finisce sotto la lente satirica di Marco P. Valli e Luca Santese in Realpolitik, dove i volti deformati dei protagonisti politici attuali evocano inquietudine e critiche esplicite, sfruttando tutta la forza del mezzo fotografico.

Biografie e documentari: tradizione e sperimentazione tecnica

Andrea Modica, italo-americana di terza generazione, si distingue con Italian Story, un progetto che ripercorre quarant’anni di vita italiana attraverso immagini personali e narrative. Federico Patellani e Chiara Indelicato offrono uno sguardo doppio sull’isola di Stromboli, unendo documentazione storica e tecniche innovative: le foto di Indelicato usano materiali naturali come caffè o acqua di mare per creare immagini uniche che raccontano paesaggio e vita isolana.

Giulia Mangione e Ivan Carozzi mostrano una Toscana poco conosciuta durante la Settimana Santa, fuori dagli stereotipi. Alys Tomlinson, invece, racconta le tradizioni delle feste nelle isole italiane, da Venezia alla Sardegna, offrendo un patrimonio culturale ancora vivo fatto di costumi e maschere.

Fotografia tra arte e critica sociale: sperimentazioni inedite

Tra le sperimentazioni più interessanti ci sono i lavori di Kourtney Roy, che mescola atmosfere performative e surreali. La fotografa canadese presenta Failed Postcards from Napoli, una serie in cui la città diventa sfondo di cartoline false, giocando con realtà e finzione in modo ironico e suggestivo.

Silvia Camporesi ricostruisce in scala il paese sommerso di Careggine e la città romana di Baia, riflettendo su memoria e rappresentazione ambientale. Trasforma il reale in modellini fotografati per raccontare storie scomparse o sommerse.

Sohei Nishino, con le sue opere Diorami, usa centinaia di rullini per creare immagini composite che scompongono e ricompongono paesaggi, mentre Aaron Schuman propone in Sonata visioni immaginarie ispirate ai viaggi storici in Italia, rievocando le impressioni sensoriali esplorate da Goethe nel Settecento.

Storie d’Italia tra icone e momenti popolari

Il festival dedica spazio anche al passato più popolare e storico. Le immagini di paparazzi a caccia di celebrità nelle notti romane mostrano un volto noto ma raccontato con nuovi dettagli, grazie a un progetto editoriale curato da Francesco Piccolo.

San Francesco d’Assisi rivive in In cerca del lupo e del santo, lavoro realizzato dallo spagnolo Yago Soria Díaz insieme all’Institut d’Estudis Baleàrics. Il racconto affonda le radici nel XIII secolo e si attualizza attraverso le comunità di lupi nelle foreste del Casentino, mettendo in luce legami antichi e contemporanei tra uomo e natura.

Questi racconti sono frammenti preziosi nel ricco tessuto di Cortona on the Move, un festival che continua a costruire un percorso solido tra arte, narrazione e riflessione su un’Italia complessa e sfaccettata.

Redazione

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