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Niko Romito e il Reale: il miglior ristorante d’Italia 2027 secondo Gambero Rosso con il punteggio record di 99/100

Un punteggio da record, 99 su 100: è il trionfo del Reale di Castel di Sangro nella guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso 2027. Mai prima d’ora la storica pubblicazione aveva assegnato un voto così alto. Nel cuore dell’Abruzzo, lo chef Niko Romito conferma il suo ruolo di innovatore assoluto, portando la cucina italiana a livelli internazionali. Un risultato che non lascia spazio a dubbi: il Reale è oggi una vera leggenda gastronomica.

Niko Romito: il volto nuovo della cucina italiana

Niko Romito si è fatto largo come uno dei nomi più influenti della cucina italiana contemporanea. Abruzzese di nascita, ha scelto una strada poco convenzionale: prima studiava Economia a Roma, poi è tornato nella sua terra per rilevare il ristorante di famiglia e dedicarsi completamente alla cucina. Il suo stile? Pulito, essenziale, puntato a tirare fuori il massimo dal singolo ingrediente, senza fronzoli inutili nel piatto.

La sua cucina è frutto di un rigore quasi scientifico: materie prime di qualità, meno grassi e zuccheri ma senza mai perdere gusto. Questo approccio minimalista ha conquistato palati in tutto il mondo, facendo di Romito uno dei grandi maestri dell’alta cucina italiana. Insieme alla sorella Cristiana, che gestisce con mano ferma la parte amministrativa, ha trasformato il Reale in un punto di riferimento imprescindibile per chi ama la buona tavola.

Reale di Castel di Sangro: da ex monastero a tempio della gastronomia

Il ristorante si trova nell’ex monastero cinquecentesco Casadonna, a Castel di Sangro. La location, carica di storia, si sposa alla perfezione con la filosofia culinaria di Romito. Già nel 2014 il locale aveva conquistato la terza stella Michelin, un traguardo che lo ha inserito tra le eccellenze mondiali.

Con il punteggio record nella guida Gambero Rosso 2027, il Reale rafforza il suo primato, superando nomi celebri come l’Osteria Francescana di Massimo Bottura a Modena, che si ferma a 98 punti, e Piazza Duomo di Alba di Enrico Crippa, a 97. Un risultato che dimostra come la cucina italiana non viva solo nei grandi centri, ma sappia brillare anche in provincia, portando lustro e fama a territori più conosciuti per la storia che per la scena gastronomica.

Guida Gambero Rosso 2027: cosa cambia e chi brilla

La presentazione della guida Ristoranti d’Italia 2027 si è svolta nella Nuvola di Roma, in occasione dei 40 anni del Gambero Rosso, una delle voci più autorevoli nel panorama gastronomico nazionale e internazionale. Quest’anno la valutazione è stata rivista: non si fa più distinzione tra cucina, cantina e servizio, ma si dà un giudizio unico sull’esperienza complessiva del locale.

I locali vengono classificati con tre simboli: Forchette per i ristoranti, Gamberi per le trattorie e Bottiglie per i wine bar, con un massimo di tre riconoscimenti ciascuno. Un sistema più immediato e chiaro, che aiuta il pubblico a orientarsi meglio.

Tra le novità, spiccano sei nuovi ingressi nel club delle Tre Forchette, tra cui Condividere a Torino, Glam Enrico Bartolini a Venezia, Materia a Cernobbio, Orma a Roma e Famiglia Rana a Oppeano, con il ritorno del Signum di Salina. Premiati anche tre grandi storici della cucina italiana: Dal Pescatore Santini a Canneto sull’Oglio, Enoteca Pinchiorri a Firenze e Don Alfonso 1890 a Massa Lubrense.

La guida 2027 conferma così il suo ruolo di bussola per chi cerca qualità, innovazione e passione nella ristorazione italiana, raccontando con precisione lo stato dell’arte e le nuove realtà che emergono.

Redazione

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