Roma non smette mai di raccontare le sue storie. Così potremmo riassumere l’apertura di Antiques Par Force, nuova galleria in via di Parione 9, cuore pulsante di un quartiere intriso di passato. Qui, le antichità non sono semplici oggetti da ammirare: diventano narrazioni vive, che attraversano i secoli senza perdere vigore. La mostra Mythological Beauty lo dimostra con chiarezza. Miti antichi si trasformano, si rinnovano, prendono vita in forme diverse, dal barocco al contemporaneo. Un dialogo serrato tra pittura, scultura e arti decorative che non guarda indietro per nostalgia, ma per mostrare come il mito continui a influenzare la nostra cultura visiva, mantenendo intatta la sua potenza evocativa.
Mythological Beauty non racconta solo il mito come soggetto d’arte, ma come qualcosa che si reinventa nel tempo. In mostra si vedono capolavori molto diversi per epoca e stile: dalle tele barocche di Cecco Bravo all’affresco neoclassico con il busto di Virgilio, fino alle opere di Mario Sironi, che nel Novecento affronta forme archetipiche difficili da dimenticare. Pezzi come l’Angelica liberata da Ruggero o la Giunone e Argo di Antonio Gherardi mostrano come questi temi si intreccino senza mai fermarsi. I personaggi mitologici non sopravvivono perché fermi in un’unica lettura, ma perché ogni epoca li ha fatti propri, adattandoli alle proprie paure e passioni.
Mentre il barocco punta sull’epica e la narrazione, Sironi e il Novecento scavano in qualcosa di più profondo, quasi primordiale, dove l’idolo diventa simbolo di un bisogno antico. La mostra mette in luce questa continua trasformazione dell’immagine mitica, dimostrando che l’antico non è mai stato solo un punto di riferimento fisso, ma un terreno fertile per nuove idee artistiche. Antiques Par Force invita a riflettere su questo filo che unisce mito e tempo, un’esperienza che va oltre il valore materiale degli oggetti, toccando il cuore della narrazione artistica.
Dietro ogni pezzo in galleria c’è il lavoro paziente dell’antiquario, che non si limita a riconoscere firme o origini, ma cerca di ricostruire storie e contesti. Nicolò James Montanari e Nicolò Alessandrini, fondatori di Antiques Par Force, spiegano che nell’antiquariato il mistero spesso è più affascinante del dubbio tecnico. Certo, il dubbio riguarda l’autenticità e il valore commerciale, ma il mistero è ciò che avvolge l’oggetto stesso, stimolando curiosità e passione.
Il confine tra storia dell’arte e mercato è netto: spesso si segue l’istinto, il gusto personale, non le mode del momento. Montanari sottolinea l’importanza di valorizzare opere che magari hanno poco valore commerciale ma grande interesse storico e culturale. L’antiquario diventa così un riscopritore, capace di far emergere artisti dimenticati o scuole poco note.
Questa responsabilità richiede equilibrio. Scegliere un pezzo da mettere in luce o da lasciare nell’ombra può influenzare la storia del collezionismo. Ogni galleria, nel tempo, crea un suo gusto riconoscibile e partecipa al dibattito culturale, orientando come gli oggetti vengono visti e apprezzati. Il mestiere dell’antiquario si misura anche nella capacità di far dialogare passato e presente attraverso scelte attente e consapevoli.
La galleria si distingue per la varietà delle sue proposte: dalla pittura antica al design storico, passando per arti decorative e pittura del Novecento. Il filo che lega tutto questo è l’attenzione rigorosa all’autenticità, alla provenienza e allo stato di conservazione. Il criterio principale non è la datazione, spesso limitante, ma la qualità e la forza narrativa di ogni pezzo.
Si punta sulla tecnica e sulla storia materiale, elementi che definiscono l’identità di ogni opera o manufatto. Così si evitano divisioni nette tra epoche e generi, mettendo in evidenza continuità e influenze che attraversano i secoli. La ricerca che precede ogni acquisto ricostruisce le vicende dell’oggetto, dai luoghi d’origine alle collezioni passate, per offrire al pubblico un’esperienza completa e consapevole.
Che il pezzo venga dal Seicento o dal Novecento, o che appartenga al mondo del design, l’attenzione resta sulla qualità e sul racconto che porta con sé. Ampliare lo sguardo serve a ribadire l’idea del collezionismo come passione e ricerca continua, capace di unire mondi apparentemente lontani grazie a criteri condivisi.
L’apertura della sede in via di Parione 9 segna un passo avanti per la galleria. Qui non si vuole solo esporre, ma creare un luogo di studio e riflessione, dove ogni oggetto viene presentato dopo averne capito contesto e “anima”.
L’obiettivo è far sentire il visitatore in un ambiente vivo, quasi un laboratorio di ricerca, dove ogni opera racconta una storia, non solo con l’immagine ma anche con le tracce del suo passato. Questo modo di lavorare esalta il valore culturale degli oggetti, invitando chi entra a fermarsi e a scoprire che dietro ogni pezzo c’è un viaggio nel tempo fatto di continue scoperte e interpretazioni.
In questo spazio, l’equilibrio tra conoscenza e sensibilità artistica si fa tangibile, rivolgendosi a un pubblico sempre più attento alla qualità e alla profondità del racconto storico-artistico. L’allestimento e la cura nella scelta dei pezzi sottolineano il rispetto per le opere e per ciò che rappresentano.
Il mito è al centro della prima mostra Mythological Beauty perché ha una caratteristica unica: attraversa i secoli senza perdere forza. Nicolò Alessandrini ricorda come, pur essendo stato dichiarato incompatibile con la ragione o soppiantato da filosofie e religioni, il mito non è mai scomparso dalla memoria collettiva.
Ogni civiltà ha riletto queste storie di dèi e simboli, rinnovandole e facendole proprie in modi sempre nuovi. Questa capacità di resistere lo rende perfetto per esplorare i legami tra passato e presente attraverso l’arte. Le opere in mostra mostrano che il mito continua a vivere, nonostante i cambiamenti di linguaggio e forma, mantenendo un ruolo guida nelle narrazioni culturali.
La mostra diventa così un punto di partenza per capire quanto il racconto mitico resti attuale, offrendo spunti per cogliere i linguaggi visivi e storici che ancora influenzano creatività e pensiero. Antiques Par Force conferma così la sua missione: non solo proporre oggetti, ma narrazioni che si moltiplicano e resistono nel tempo.
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