L’Alpe di Rodengo-Luson, in Alto Adige, accoglie chi cammina con un invito insolito: un sentiero che intreccia natura e arte, con otto installazioni sparse tra prati e pini. Ogni tappa racconta i sette giorni della Creazione, trasformando la passeggiata in un viaggio lento, quasi meditativo. Qui, il paesaggio non è solo sfondo, ma protagonista silenzioso di una storia antica che parla di luce, spiritualità e bellezza senza clamore. Non si tratta di un museo da attraversare in fretta, ma di uno spazio da respirare con calma, passo dopo passo.
Il percorso parte dal parcheggio di Zumis, a 1.740 metri, e si conclude alla cappella di Pianer Kreuz, poco sopra i 1.900 metri. Lungo questi 3,5 chilometri si incontrano otto opere, ognuna dedicata a un momento della Genesi, dal caos iniziale fino alla nascita dell’uomo. Si cammina tra boschi di pini, prati sospesi e panorami che si aprono all’improvviso. L’arte qui non si limita a illustrare un testo sacro, ma lo interpreta, mettendo in dialogo le forme con la natura intorno. Ogni installazione gioca con luci e ombre, con il contrasto tra cielo e terra, fra vita vegetale e animale, creando un filo che unisce materia e spirito.
Le prime due opere, “Cielo e Terra” e “Luce e Tenebre”, si mimetizzano nel paesaggio, quasi nascondendosi tra gli alberi. Le sculture sembrano nascere dal terreno, e il gioco di luci con le ombre degli alberi rende tutto più intenso. Proseguendo si percepisce la forza delle piante, il movimento degli animali e infine la presenza umana, che chiude il racconto biblico. Alla fine del percorso, la panchina davanti alla cappella di Pianer Kreuz invita a una pausa di riflessione, un momento per fare il punto su quello che si è visto e sentito.
Le otto installazioni sono frutto di un lavoro corale di artisti altoatesini, ognuno con la sua visione personale del racconto biblico. Tra i nomi coinvolti spiccano Matthias Kostner, Mirco Pitscheider, Filip Moroder Doss, Rita Pöll, Thomas Comploi, Silvia De Giorgi, Giovanni Demetz, Judith Röck e Hanna Pittschieler. Le loro creazioni fondono tecnica ed emozione, senza mai perdere il legame con il paesaggio in cui si inseriscono.
Il parroco Artur Schmitt ha definito questo sentiero “un cammino interiore”: qui la bellezza del creato diventa un’occasione per avvicinarsi al mistero di Dio, della natura e di noi stessi. Le sculture, insieme, sono riflessioni sull’esistenza e sul ruolo dell’uomo nell’universo. La forza delle immagini diventa una forma di comunicazione poetica, capace di esprimere emozioni che le parole non bastano a raccontare. Queste opere non si guardano soltanto, si vivono, diventano parte del viaggio personale di chi le attraversa.
Il sentiero della Creazione è pensato per un pubblico ampio. Con un dislivello di circa 160 metri e una lunghezza di 3,5 chilometri, si percorre in un’ora e mezza circa. È adatto anche alle famiglie con bambini e ai passeggini. L’area è facilmente raggiungibile: Zumis si può raggiungere con la navetta Almbus, che parte dalla stazione ferroviaria di Rio di Pusteria . Il servizio è gratuito con la tessera Almencard e offre un accesso sostenibile all’altopiano.
Lungo il cammino non mancano i rifugi tipici della zona, come l’Oberhauser, a pochi minuti dall’inizio, il Naturhotel Runa, e i rifugi Rastner e Starkenfeld, perfetti per una sosta e un momento di ristoro. Natura, arte e ospitalità si fondono in un’esperienza che invita a godersi ogni passo con calma, lontano dalla confusione del turismo di massa.
Sul sentiero della Creazione, ogni passo è un racconto, un modo per scoprire un paesaggio che unisce la sacralità del creato alla forza dell’arte locale, immersi nella tranquillità autentica dell’Alto Adige.
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