Nel cuore di Roma, a Via Gregoriana 40, prende forma una nuova era per Società delle Api. Dopo anni di viaggi e collaborazioni sparse in ogni angolo del mondo, la fondazione trova una guida stabile: Eva Fabbris, appena nominata direttrice artistica. Non si tratta di una scelta casuale. Fabbris ha accompagnato il progetto fin dai suoi esordi, nel 2018, quando la collezionista Silvia Fiorucci ha dato il via a questa avventura. Ora, il suo compito è chiaro: mettere ordine, definire una linea curatoriale solida e imprimere una nuova spinta alla visibilità della fondazione. Il 2027 sarà un anno di passaggio, ricco di incontri e dibattiti, mentre il vero rilancio è previsto per il 2028.
Eva Fabbris ha un curriculum solido nel mondo dell’arte contemporanea. Attualmente guida il Museo Madre di Napoli, incarico che terrà fino a luglio 2026. È stata nel board consultivo di Società delle Api sin dall’inizio, quindi conosce bene la macchina e la sua filosofia. Silvia Fiorucci, la fondatrice, ha spiegato che Fabbris saprà riportare in vita lo spirito originale della fondazione: “unire passioni personali e relazioni umane in un progetto condiviso, basato sul dialogo artistico.” Nel suo nuovo ruolo, Fabbris dovrà mettere a punto un calendario espositivo organico e strutturato, capace di valorizzare la rete internazionale già creata e aprire nuove strade alla sperimentazione. Nel 2027 il suo lavoro sarà soprattutto dietro le quinte, con la progettazione culturale e la costruzione di un’offerta ricca e stimolante.
Fin dalla nascita, Società delle Api ha messo gli artisti al centro, dando spazio alle loro idee con residenze, progetti e collaborazioni. Dal 2018 ha favorito incontri tra creativi, curatori e studiosi, tessendo una rete internazionale. Ora, con la nuova sede a Roma, si punta a dare più visibilità e accessibilità a tutto questo lavoro. Fino a oggi il progetto ha avuto un carattere piuttosto fluido e informale, basato su rapporti personali e collaborazioni non convenzionali. L’arrivo di Fabbris mantiene questa libertà ma la amplia, cercando di coinvolgere un pubblico più ampio e di diversificare le formule. La direttrice ribadisce che lo spazio romano è “un’opportunità per consolidare la pratica curatoriale senza perdere quella freschezza che ha sempre contraddistinto Società delle Api.”
Il calendario delle esposizioni a Roma per il 2027 prosegue sulla strada tracciata dalla fondazione, ma con qualche novità. Ora è aperta “I fiori del male” di Chiara Camoni, visitabile fino al 26 gennaio 2027. La mostra, curata da Alice Motard, coinvolge varie artiste internazionali in un dialogo intenso sull’immagine e il significato della natura. A febbraio arriva “Cinemini” di Anna Franceschini, un progetto che mescola le sue installazioni con il lavoro del designer Mathieu Matégot, sotto la cura di Marianna Vecellio. A maggio sarà la volta di un evento curato da Oriane Durand con Rodrigo Hernández e Silvia Bächli, frutto di due residenze romane e di una collaborazione innovativa tra i due artisti. Infine, da ottobre a gennaio 2028, sarà aperta la mostra di Isabella Costabile, curata da Ben Broome. Questi appuntamenti chiuderanno il primo ciclo di attività della nuova sede, preparandosi a un rilancio più ambizioso.
Dal 2028 Eva Fabbris guiderà il programma espositivo con una visione nuova, pronta a dare una spinta significativa a Società delle Api. Il ritardo nel lancio del progetto su larga scala serve a calibrare ogni dettaglio, dalla programmazione all’organizzazione, per assicurare qualità e coerenza. Il 2027 sarà quindi un anno di test, per mettere alla prova idee e stimolare il dibattito tra operatori e pubblico. La direttrice mette al centro gli artisti, ma punta anche a costruire un dialogo solido con il pubblico e le istituzioni. La fondazione si inserisce in un panorama romano ricco di opportunità per l’arte contemporanea, offrendo un punto di riferimento stabile e dinamico. Con questa nuova struttura e una guida esperta, Società delle Api si prepara a espandere ancora di più la sua influenza culturale.
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