Nel centro di Conegliano, un ex magazzino industriale si sta trasformando in un nuovo polo per l’arte emergente. Spazio Magazzino, questo il nome, nasce tra le pareti cariche di storia dell’ex Magazzino del Lavoratore, un edificio che racconta la memoria operaia della città. Qui, Simone Ceschin e Alessandro Dalla Torre hanno messo in moto un progetto che rompe gli schemi delle mostre tradizionali. Un laboratorio aperto soprattutto ai giovani artisti, dove la creatività si esprime libera, senza confini né stili prestabiliti. Una ventata d’aria fresca per un territorio che cerca nuovi fermenti culturali.
Spazio Magazzino nasce con l’idea di diventare un cantiere aperto e dinamico, dedicato alle nuove tendenze artistiche. La scelta dell’ex Magazzino del Lavoratore non è casuale: recuperare questo edificio significa non solo salvaguardare un pezzo importante della storia industriale della città, ma anche trasformarlo in un centro culturale accessibile a tutti. L’obiettivo è attrarre artisti emergenti, con un’attenzione particolare ai neolaureati delle accademie, creando un confronto fertile tra linguaggi e discipline diverse. Qui non ci sono regole rigide: si sperimenta, si scambiano idee, si costruisce un dialogo aperto e senza barriere.
Un altro elemento distintivo è la libreria curata da Erika Verlato, pensata come uno spazio condiviso e aperto a tutti. La selezione dei libri spazia dai cataloghi di mostre ai testi di arte, architettura e design, raccolti grazie alle donazioni di creativi e progettisti che sostengono il progetto. La libreria diventa così un punto di riferimento prezioso per studiosi, artisti e appassionati, offrendo materiali per approfondire temi contemporanei e storici.
Le prime iniziative di Spazio Magazzino ruotano attorno a una mostra che raccoglie tre progetti curatoriali firmati da Simone Ceschin. Tutti hanno un filo comune: mettere sotto la lente le dinamiche di costruzione e decostruzione dell’immagine nell’arte di oggi.
Il primo, NOTHING / WITHIN, presenta la pittura di Leonardo Dalla Torre e Giacomo Facca. Il duo indaga il rapporto tra presenza e assenza: il vuoto non è semplice mancanza, ma uno spazio denso di potenzialità. Attraverso pennellate stratificate e superfici ricche, si esplorano i limiti della rappresentazione e il gioco tra ciò che si vede e ciò che resta nascosto. La figura diventa un mezzo per sondare confini sfumati e ambigui.
Con UИLEARИ, la personale di Lisha Liang, lo spettatore viene spinto a rivedere la propria percezione. Il titolo, con la N rovesciata, è già un indizio del percorso: “disimparare” per mettere in discussione le categorie mentali e visive che di solito diamo per scontate. Le opere rompono le regole del linguaggio visivo e invitano a una lettura critica dei codici con cui interpretiamo la realtà.
Infine, la collettiva STILL, A GLIMPSE riunisce Sara Devetta, Daniela Moruz e Giulia Rinaldi. Il tema è la persistenza dell’immagine come frammento fugace ma indelebile nella memoria. Le opere raccontano quell’apparizione improvvisa che, pur temporanea, lascia un segno duraturo. È un’indagine sui ricordi e sulle tracce che l’arte può imprimere, offrendo una lettura complessa e stratificata della memoria visiva contemporanea.
Con questa prima fase espositiva, Spazio Magazzino si afferma come un punto di riferimento vitale per la scena veneta, offrendo respiro e nuove possibilità a chi vuole provare e discutere il contemporaneo. La scelta di coinvolgere sei artisti under 40, diversi per linguaggi e temi, traccia la strada di un luogo dove la sperimentazione è protagonista e viene incoraggiata. Il recupero di un sito industriale a fini culturali si inserisce in un più ampio discorso di valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale, mettendo in relazione passato e presente, storia locale e visioni globali.
Il progetto di Simone Ceschin e Alessandro Dalla Torre dimostra che l’arte giovane può radicarsi anche in spazi non convenzionali, accompagnando la rinascita urbana con idee fresche e approcci critici al fare artistico. Spazio Magazzino si presenta così come un modello da seguire, dove la condivisione di esperienze e la valorizzazione delle pratiche emergenti portano a una trasformazione culturale che guarda non solo alla città, ma all’intera regione.
Nel cuore di Bolzano, il Museion ospita più di 150 opere che raccontano un capitolo…
Pesaro sta per trasformarsi in un palcoscenico insolito, dove filosofia e musica si intrecciano. Dal…
Dal 21 gennaio al 13 giugno 2027, Sharjah si trasformerà in un punto d’incontro mondiale…
Nel Museo e Real Bosco di Capodimonte, Napoli si svela in una mostra che cattura…
Immaginate di varcare la soglia di un castello antico, con le mura che raccontano secoli…
Quando l’autunno cala sull’Istria slovena, le colline si accendono di un arancione brillante, quello dei…