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Archeologie Eclettiche: Felice Levini e Carlo Crivelli Uniscono Arte Visiva e Suono al Castello Orsini di Avezzano

Varcare la soglia del Castello Orsini di Avezzano significa immergersi in un incontro sorprendente tra storia e contemporaneità. Un castello rinascimentale che, fino a ottobre 2026, si trasforma in un palcoscenico vibrante di arte e musica con “Archeologie eclettiche”. Qui, le antiche pietre dialogano con le opere di due artisti romani, Felice Levini e Carlo Crivelli, che intrecciano visioni visive e sonore in un racconto senza tempo.

Dentro quelle mura, installazioni ispirate a miti antichi si fondono con melodie avvolgenti, disegnando un percorso dove passato e presente si mescolano senza soluzione di continuità. Curata da Zerynthia e sostenuta dalla Fondazione No Man’s Land, questa mostra non si limita a raccontare il passato: lo fa rivivere, animando la memoria di una terra antica e guerriera.

Castello Orsini di Avezzano, la fortezza che si apre all’arte contemporanea

Il Castello Orsini, perla rinascimentale nel cuore dell’Abruzzo, ha subito una metamorfosi importante. Nato come baluardo difensivo, oggi è un palcoscenico per le sperimentazioni di artisti contemporanei. La sua pietra, segnata dal tempo, si presta a un racconto nuovo, lontano dalla storia militare ma altrettanto intenso. Nel cuore della Marsica, terra degli antichi Marsi, il Castello diventa un ponte tra epoche diverse.

Le sue ampie sale, austere ma vive, si animano grazie alle opere di Felice Levini, che intrecciano mito e forme classiche con gli spazi storici. Accanto a lui, le composizioni sonore di Carlo Crivelli avvolgono l’ambiente, trasformando il Castello in un’esperienza multisensoriale. L’incontro tra arte visiva e musica crea un’atmosfera unica, che dimostra come l’identità culturale possa rinnovarsi senza perdere le radici storiche.

Qui il Castello non è solo cornice, ma parte attiva del progetto. Contribuisce così a una riscoperta del territorio, offrendo nuovi spunti per il rilancio culturale dell’intera Marsica.

Felice Levini riscopre il mito tra sculture e fregi

Nel percorso di “Archeologie eclettiche”, Felice Levini riporta in vita antichi racconti con uno sguardo moderno. Le sue opere si rifanno spesso a figure mitologiche e ambientazioni classiche, come nella scultura “Marte” , una freccia caduta dal cielo. Questo pezzo richiama il dio della guerra e si inserisce con forza nella storia della Marsica, terra di guerrieri noti per il loro coraggio al servizio di Roma.

Levini spazia anche nella pittura su larga scala, come nel fregio “Progettare il Caos”, un racconto visivo continuo fatto di immagini, parole e forme. La sua tecnica distintiva, il puntinato, costruisce superfici narrative dove la pittura diventa «sempre concettuale», come recita una frase che accompagna l’opera. Il suo interesse si concentra sul rapporto tra estensione e dettaglio, figura e decorazione, in un dialogo costante tra antico e moderno.

Tra i lavori esposti, spiccano anche i vasi “Castore e Polluce” , protagonisti di un’antica storia di dualità e immortalità. I Dioscuri incarnano la vita divisa tra due mondi, un tema caro a Levini, declinato su più livelli figurativi e simbolici. Le sue opere, ricche di richiami, trasformano il passato in materia viva per il presente.

Carlo Crivelli, la colonna sonora della storia e dell’arte

A fianco delle immagini, il suono prende forma con Carlo Crivelli, compositore romano di fama internazionale. Le sue musiche accompagnano l’allestimento, trasformando il Castello in un luogo vibrante di emozioni. Crivelli vanta una carriera consolidata, con esecuzioni in teatri importanti d’Europa e in sedi di prestigio oltreoceano, dal Guggenheim di New York al Teatro Colombiano di Buenos Aires.

In questa mostra, le sue composizioni preregistrate si intrecciano con le opere visive, dando vita a un percorso sonoro che anima le stanze rinascimentali. La musica non è un semplice sottofondo, ma un elemento narrativo che accende dettagli e sensazioni nel visitatore. L’incontro tra suono e immagine crea una tensione che amplifica la forza evocativa dell’intero progetto.

Il momento clou arriverà il 25 ottobre 2026, al finissage, quando Crivelli suonerà dal vivo insieme al Trio Cardoso. Sarà un concerto che unirà brani celebri e colonne sonore originali, rafforzando il legame profondo tra musica e arte nel contesto unico del Castello Orsini.

Archeologie eclettiche: un valore culturale e territoriale per Avezzano

“Archeologie eclettiche” dimostra che la cultura contemporanea può fiorire in luoghi carichi di storia senza tradirne l’identità. Avezzano, in provincia dell’Aquila, trova nel Castello Orsini un centro culturale moderno e versatile, capace di attirare attenzione su arte e musica in chiave attuale.

La mostra racconta la capacità del territorio marsicano di accogliere innovazione senza dimenticare le proprie radici. Arte visiva e sonora si fondono, offrendo a pubblico e studiosi una visione complessa della memoria storica reinterpretata oggi. Il dialogo tra passato e presente diventa così l’occasione per sviluppare nuove proposte culturali, aprendo la strada a scenari di crescita anche sul piano economico e sociale.

La collaborazione tra istituzioni, associazioni come Zerynthia e fondazioni come No Man’s Land sottolinea il valore strategico di iniziative ben strutturate. “Archeologie eclettiche” si inserisce in un percorso di sperimentazione e ampliamento dei confini dell’arte, rispondendo a una domanda crescente di esperienze culturali integrate. Così Avezzano si conferma protagonista nel panorama artistico abruzzese e nazionale.

Redazione

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