Nel cortile di Palazzo Forti a Verona, decine di giovani si sono radunati in piccoli gruppi, ma l’attesa tra loro è palpabile, quasi elettrica. Qualcuno tiene cartelli appoggiati a terra, pronto a sollevarli come in una protesta. Le voci si intrecciano, si sovrappongono, diventando un coro che a tratti sembra un monologo collettivo. È “Cittadini!”, la performance di Dora García con Marlene Fantoni, ospitata alla ventunesima edizione di ArtVerona. Qui, nel 2025, arte, storia e politica si fondono tra le mura di un palazzo carico di memorie complesse.
La scelta del cortile di Palazzo Forti non è casuale. Al suo interno si trova il Famedio, un monumento che porta i nomi dei veronesi caduti nelle guerre coloniali e nella Prima Guerra Mondiale. Questo elemento diventa il fulcro della performance, che mette in dialogo la memoria storica con temi attuali come cittadinanza, identità nazionale e inclusione sociale. L’arte qui provoca, spostando lo sguardo dal passato patriottico alle battaglie civili di oggi.
Palazzo Forti racconta anche una storia più personale: donato alla città nel 1937 da Achille Forti insieme alla sua collezione d’arte, l’anno dopo fu teatro di una svolta drammatica con l’introduzione delle leggi razziali fasciste. La performance solleva questa contraddizione, scavando nelle radici storiche per riflettere sulle dinamiche di esclusione e accoglienza che ancora segnano la società.
Dora García, artista spagnola attiva tra Barcellona e Oslo, da tempo lega il suo lavoro all’impegno politico. Indaga le relazioni sociali e il modo in cui le comunità si organizzano e partecipano. La performance diventa per lei uno strumento potente, capace di abbattere le barriere tra artista, pubblico e attori, coinvolgendo tutti in prima persona.
In “Cittadini!” questo si traduce in una grande azione collettiva. García ha lavorato con associazioni veronesi che si occupano di comunità migranti e con studenti dell’Accademia di Belle Arti. I partecipanti leggono testi rivolti al pubblico e mostrano cartelli creati insieme. L’estetica richiama le manifestazioni politiche, ma non è un corteo vero e proprio: la protesta diventa un mezzo per interrogare chi può definirsi cittadino e su quali basi.
La forza di “Cittadini!” sta nel suo carattere performativo, che va oltre l’evento visibile. Chi assiste dal cortile non rimane spettatore passivo, ma è chiamato a riflettere su temi delicati come appartenenza, riconoscimento ed esclusione. La performance mette in discussione il concetto stesso di cittadinanza, sottolineando che non si tratta solo di leggi, ma di processi sociali e culturali.
Un’attenzione particolare è riservata alle seconde generazioni nate da famiglie migranti, spesso escluse da un senso pieno di appartenenza. Il lavoro spinge a guardare con occhi nuovi i confini della comunità e a chiedersi chi abbia davvero diritto di essere riconosciuto.
La performance fa parte di Secondo Tempo | Palazzo Forti, un progetto promosso dal Comune di Verona, dai Musei Civici – Galleria d’Arte Moderna Achille Forti e dalla Fondazione Cariverona. Il ritorno del palazzo al pubblico nel 2025 è accompagnato da una programmazione che intreccia arte contemporanea, memoria e realtà locale.
Il sostegno di Acción Cultural Española ha permesso di valorizzare questo evento, che mette al centro il rapporto tra passato e presente. L’obiettivo è stimolare un dialogo aperto su temi di attualità, usando l’arte come strumento di riflessione critica e inclusiva sulle sfide sociali della città.
Con “Cittadini!” Dora García offre così alla comunità veronese un’occasione importante: una protesta performativa che intreccia arte, storia e politica per mettere in discussione i confini della cittadinanza e il senso stesso del riconoscimento sociale.
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