Domani Verona si trasforma di nuovo nella capitale dell’arte contemporanea. ArtVerona spegne ventuno candeline, ma quest’anno l’atmosfera è diversa. Non si tratta solo di una fiera come tante altre: gallerie, artisti, collezionisti e istituzioni stanno preparando un evento con un respiro più ampio, più coinvolgente. L’obiettivo? Superare il semplice scambio commerciale e instaurare un dialogo vero, che attraversi il pubblico, gli addetti ai lavori e il territorio. Nei giorni scorsi, chi guida questa edizione ha svelato alcune scelte innovative, pronte a cambiare il modo di vivere l’arte in città.
Una delle novità più evidenti riguarda l’orario di apertura. Venerdì la fiera rimarrà aperta fino alle 21, con dj set e momenti musicali ad accompagnare la serata. Non si tratta solo di allungare il tempo per visitare gli stand, ma di creare un’atmosfera più conviviale, quasi da festa, che trasforma gli spazi in un luogo dove fermarsi, socializzare e godersi l’arte con calma. La direttrice Laura Lamonea spiega che l’obiettivo non è solo innovare il modo di vivere una fiera d’arte, ma favorire incontri tra giovani artisti e grandi nomi, coinvolgendo anche chi non è abituato alle fiere tradizionali.
Il venerdì sera diventa così un momento per andare oltre il business, per scambiare idee, conoscenze e creare rapporti più autentici. Non è un semplice cambio di orario, ma una strategia per trasformare la fiera in uno spazio di esperienza e relazione. Anche le gallerie ne traggono vantaggio, con occasioni di networking più informali e aperte. L’intento è far sentire protagonisti anche i giovani e il pubblico meno esperto.
Dietro le quinte di ArtVerona c’è un Advisory Board che gioca un ruolo chiave nelle decisioni. Ne fanno parte esperti di finanza, imprenditoria, storia dell’arte, collezionismo e diritto. Vanessa Carlon, direttrice di Palazzo Maffei e membro del board, sottolinea quanto questa varietà di competenze sia fondamentale. “L’arte contemporanea oggi è un sistema complesso, che intreccia aspetti sociali, educativi e culturali, oltre a quelli estetici ed economici.”
Questo approccio aiuta ad affrontare temi vasti: dall’arte come terapia alla sua funzione educativa, dalla denuncia sociale alla promozione dell’identità culturale, fino alla tutela delle tecniche artigianali. In un mondo sempre più interconnesso, avere punti di vista diversi permette di superare visioni troppo semplicistiche e di migliorare il dialogo con pubblico, collezionisti e istituzioni. Così ArtVerona si conferma non solo come evento commerciale, ma come piattaforma di riflessione sul ruolo dell’arte contemporanea nella società.
Un aspetto che sta crescendo molto è la collaborazione con le imprese locali. Aziende importanti del marmo e del vino sostengono la fiera con premi, acquisizioni e residenze per giovani artisti. Vanessa Carlon mette in luce l’importanza di questi rapporti, che vanno oltre la durata della fiera e garantiscono un sostegno concreto e duraturo all’arte locale.
I vertici di Veronafiere hanno deciso di puntare sull’arte contemporanea come leva di crescita culturale per Verona. La cultura è infatti uno dei motori principali per il turismo, e mettere in relazione il patrimonio storico con le opere contemporanee aiuta a fare della città un terreno fertile per nuovi linguaggi e progetti. Questi legami tra arte, impresa e territorio creano una rete di valore che coinvolge artisti, istituzioni e pubblico, amplificando l’impatto della manifestazione e sostenendo uno sviluppo integrato.
Dal 2026 ArtVerona ha lanciato un programma dedicato ai collezionisti, in collaborazione con Pictet Wealth Management. Si tratta di visite guidate a collezioni private, studi d’artista e istituzioni culturali in Italia e all’estero. La direttrice Laura Lamonea spiega che l’idea è costruire un percorso continuo durante tutto l’anno, che non si limiti alla settimana della fiera.
Le visite in luoghi esclusivi come la collezione Pictet a Ginevra o Villa Medici a Roma offrono occasioni uniche per approfondire il sistema dell’arte e creare contatti diretti con artisti, curatori e responsabili culturali. L’obiettivo è costruire contenuti e relazioni autentiche nel tempo, per sviluppare un collezionismo consapevole e attivo. Un programma così strutturato favorisce anche il dialogo tra operatori nazionali e internazionali, arricchendo la qualità di ArtVerona.
Palazzo Maffei, con il suo programma pubblico, sta diventando un punto di riferimento per la collaborazione tra musei, fondazioni, collezionisti, imprese e istituzioni della città. Vanessa Carlon spiega che questa rete è oggi la chiave per rafforzare il ruolo di Verona nel panorama contemporaneo. Tra le iniziative ci sono “Museo gratis per le Scuole” in partnership con Pastificio Rana, il progetto MINERVA con il Dipartimento OMS dell’Università, eventi di musica da camera, danza contemporanea e collaborazioni con il Teatro Stabile e la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi.
Questi legami creano una dimensione culturale che va oltre la semplice conservazione e fruizione delle opere, coinvolgendo attivamente cittadini e studenti. La collezione di Palazzo Maffei non è solo un punto d’arrivo, ma un trampolino per progetti innovativi e importanti. Verona, con il suo patrimonio storico, si mostra pronta a diventare un luogo vivo e dinamico per l’arte contemporanea, capace di ispirare e interrogare le comunità che la abitano.
In attesa dell’apertura, ArtVerona conferma la sua ambizione: non solo una fiera di mercato, ma un grande spazio di confronto e crescita culturale, capace di mettere insieme territori, professionisti e passioni in un dialogo aperto sulla contemporaneità.
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