Tra le colline del Piemonte e le coste siciliane, quattordici cantine italiane si preparano a vivere un weekend fuori dall’ordinario. Dal 23 al 25 ottobre, queste dimore del vino si trasformano in musei a cielo aperto, dove l’arte contemporanea si intreccia con il paesaggio e le antiche tradizioni del territorio. L’ingresso? Completamente gratuito. Un’occasione rara per immergersi in un’esperienza sensoriale che va oltre il calice: colori, sapori e storie si mescolano in un viaggio che celebra la bellezza e la cultura italiana, senza confini.
MetodoContemporaneo, alla sua seconda edizione, si propone come un percorso culturale diffuso e attento alle peculiarità del territorio. Quattordici cantine, sparse in otto regioni italiane, diventano il palcoscenico di un dialogo vivo tra arte contemporanea e paesaggio. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Università di Verona e Bam! Strategie Culturali, due realtà impegnate a valorizzare il patrimonio vitivinicolo italiano in modo nuovo e coinvolgente.
Per tre giorni, chi partecipa potrà vedere le cantine non solo come luoghi di produzione del vino, ma come spazi espositivi e culturali. Le visite, gratuite ma su prenotazione, si arricchiscono di incontri e percorsi guidati pensati per far riflettere sul legame profondo tra vino e arte visiva. Un’occasione per capire come l’arte possa dialogare con il territorio, trasformando ogni bottiglia, ogni filare di vite e ogni scorcio paesaggistico in una storia da raccontare.
L’edizione 2026 di MetodoContemporaneo si affianca idealmente alla prima Giornata Nazionale del Paesaggio Vitivinicolo Italiano, in programma il 20 ottobre, lo stesso giorno della Giornata Europea del Paesaggio. Questo legame dà all’evento una valenza più profonda, sottolineando l’importanza di tutelare i paesaggi agricoli non solo dal punto di vista ambientale, ma anche culturale e estetico.
Le attività nelle cantine – visite guidate, mostre temporanee, laboratori, dialoghi con artisti e produttori – creano una rete sostenibile che mette in contatto aziende, operatori, appassionati e comunità locali. L’obiettivo è far conoscere luoghi spesso poco frequentati ma ricchi di storia e arte, promuovendo un turismo responsabile che rispetti e valorizzi le specificità di ogni territorio.
Il progetto punta a cambiare il modo di vedere la cantina. Non più solo un luogo dove si fa e si conserva il vino, ma uno spazio vivo di cultura, memoria e sperimentazione artistica. Molte cantine coinvolte hanno già integrato nelle loro strutture opere, architetture o interventi di artisti contemporanei, dando vita a un vero e proprio “museo diffuso” sul territorio.
Questa edizione vuole rafforzare e ampliare la rete di questi spazi culturali, mettendo in contatto esperienze e buone pratiche già esistenti. MetodoContemporaneo diventa così una piattaforma che favorisce collaborazioni tra cantine e professionisti del mondo culturale. Un sistema virtuoso che valorizza il vino attraverso una narrazione fatta di arte, paesaggio e comunità, offrendo ai visitatori un viaggio multisensoriale dove conoscere significa anche emozionarsi.
Il circuito si estende lungo tutta la Penisola, con appuntamenti in zone vitivinicole diverse per storia e paesaggio. Dalle colline piemontesi alle terre assolate della Sicilia, i partecipanti possono lasciarsi guidare attraverso percorsi che uniscono la tradizione della viticoltura a esperienze artistiche su misura. Le cantine che aprono le porte offrono non solo degustazioni di vini pregiati, ma anche la possibilità di immergersi in mostre permanenti, installazioni site-specific e progetti museali.
Questi itinerari sono l’occasione per scoprire le caratteristiche di ogni territorio, cogliendo come ambiente e cultura influenzino la produzione del vino. La visita diventa così un momento per capire come paesaggio e arte contemporanea si riflettano a vicenda, creando nuove identità e valore per questi luoghi. Un modo più ampio e moderno di guardare al patrimonio culturale vitivinicolo italiano, oltre i soliti stereotipi del turismo enogastronomico.
MetodoContemporaneo si conferma così un appuntamento irrinunciabile per chi vuole esplorare un’Italia in trasformazione che non dimentica le proprie radici, dove ogni cantina racconta una storia fatta di vino, arte e passione.
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