Nel 1929, René Magritte dipinse La Trahison des Images, con quella scritta semplice ma rivoluzionaria: “Ceci n’est pas une pipe”. Un enigma che ha sfidato occhi e mente, mettendo in discussione tutto ciò che diamo per scontato. E non si è fermato lì. Nel 1964, l’artista belga rilanciò la sfida con un’altra frase altrettanto intrigante: “Ceci n’est pas une pomme”. Oggi, a quasi un secolo di distanza, Londra celebra questo genio del surreale. La Galleria Gagosian apre le sue porte a This is still not a pipe: The Afterlife of Magritte, un omaggio che trasporta il visitatore in un viaggio tra misteri e realtà distorte. Chi ha visto il Musée Magritte a Bruxelles sa quanto sia potente il suo lascito; ora, il testimone passa alla capitale inglese.
A Grosvenor Hill, nelle ampie sale della Gagosian, si snoda un percorso che mette a confronto opere originali di Magritte e creazioni di più di quaranta artisti contemporanei, tutti legati in qualche modo alla sua influenza. Il progetto nasce in collaborazione con la Fondation Magritte e non è solo una raccolta di pezzi d’epoca, ma un vero e proprio dialogo tra generazioni, un modo per capire come il surrealismo abbia saputo reinventarsi nel tempo. Alcune opere sono state create apposta per l’occasione, altre provengono da collezioni private o musei pubblici.
Tra i pezzi più importanti spicca Les Fleurs du Voyage del 1927, protagonista della prima mostra personale di Magritte a Bruxelles. Nella prima sala, una grande installazione panoramica fa da cornice a oggetti personali come il cappello e la valigia dell’artista, insieme a sculture in bronzo come Le Puits de Vérité del 1967 e il curioso dipinto sotto una campana da formaggio, Ceci est un Morceau de Fromage . Questi elementi si intrecciano con le opere degli artisti contemporanei, creando un ricco scambio di riferimenti.
Accanto ai capolavori di Magritte, la mostra ospita lavori di nomi noti dell’arte degli ultimi sessant’anni. C’è Ed Ruscha, Jeff Koons e Yoko Ono, che con stili diversi hanno ampliato i confini del surrealismo e dell’arte concettuale. Per esempio, la scultura in acciaio di Koons, Jim Beam-J.B. Turner Train del 1986, piena di bourbon, dialoga con il mattone imbottigliato Empire di Maurizio Cattelan. E poi c’è Sky TV di Yoko Ono , un’installazione che sposta l’attenzione dal quadro alla performance e al concetto.
Le pareti sono ricoperte da una selezione di dipinti di Magritte, da L’Art de Vivre a Les Droits de l’Homme , che richiama l’atmosfera di De Chirico, fino a La Malédiction e La Sélection Naturelle . Un vero e proprio viaggio attraverso i temi e i diversi linguaggi dell’artista.
La seconda sala mette in scena una rilettura di La Trahison des Images del 1952, che si trova di fronte a pareti fitte di opere più piccole. Qui il confronto tra Magritte e gli artisti attuali diventa più intimo, un dialogo che tocca le tecniche e i modi più personali di esprimersi.
Nell’ultima sala, una piattaforma centrale più bassa accoglie la grande scultura in bronzo Les Travaux d’Alexandre . Le pareti espongono capolavori come Les Fleurs du Voyage e l’autoritratto La Lampe Philosophique , con la candela che si scioglie e illumina il volto dell’artista. Qui trovano spazio anche opere chiave come La Clef des Songes , L’Équateur e La Perspective Amoureuse , tutti esempi perfetti del mistero e dei temi cari a Magritte.
This is still not a pipe alla Gagosian di Londra resta aperta fino al 12 dicembre 2026, con ingresso gratuito. Un’occasione per tornare a guardare i capolavori di Magritte e capire come la sua visione continui a influenzare l’arte contemporanea. Tra opere d’epoca e creazioni nuove, la mostra racconta la vitalità del surrealismo e la forza di un artista che ha saputo attraversare decenni, culture e modi di esprimersi senza perdere un briciolo di fascino.
Sabato 10 e domenica 11 ottobre, oltre 700 luoghi in tutta Italia apriranno le loro…
Quando l’autunno arriva in Estonia, le foreste e le torbiere si incendiano di colori vivi:…
Il profumo di spezie esotiche si diffonde nel cuore di Milano, mentre a Bologna il…
“La pittura è viva, e lo dimostra Vittorio Zeppillo.” Così potremmo sintetizzare il fermento che…
Tre tele del Ciclo dei Miracoli della Vera Croce tornano a incantare Venezia. Dopo sei…
«La morte non è più solo un momento di dolore, ma uno spettacolo da condividere».…