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Bicentenario della Fotografia: GrandPalaisRmn lancia PHOTOgraphies, il libro che celebra 200 anni di immagini indimenticabili

Duecento anni fa, un clic ha cambiato per sempre il modo di vedere il mondo. Oggi, in Francia, questa rivoluzione silenziosa viene celebrata con una festa fuori dal comune. Al Grand Palais Rmn non hanno voluto raccontare la storia della fotografia come un semplice racconto lineare. Hanno scelto invece di scavare più a fondo, esplorando come questo mezzo abbia trasformato lo sguardo umano, dalla prima immagine impressa fino all’era digitale. Non è solo una celebrazione, ma un invito a riflettere sulla fotografia come fenomeno culturale in continua evoluzione. Il libro PHOTOgraphies, pubblicato il 9 settembre 2026, rompe gli schemi tradizionali: offre una conversazione a più voci, un mosaico di esperienze e punti di vista diversi, per raccontare una storia che è ancora tutta da scrivere.

Un racconto a più voci per due secoli di immagini

PHOTOgraphies è il risultato di un lavoro collettivo, curato dal Comitato Scientifico guidato da Dominique de Font-Réaulx. Sedici voci, tra storici della fotografia, antropologi, curatori e studiosi d’arte, costruiscono un racconto fatto di punti di vista diversi, lontano dal classico libro enciclopedico. Ogni autore si concentra su un tema preciso, mescolando riflessioni personali e metodi di lavoro differenti. Il risultato è un mosaico che esplora tante storie e modi di raccontare per immagini. Non un testo monotono, ma un dialogo ricco, che guarda alla fotografia come a una pratica e a un linguaggio.

La grafica di Aurélien Farina sostiene questa idea, con una struttura che alterna testi approfonditi e portfolio fotografici. Le immagini, tratte da collezioni diverse e spesso non pensate per stare insieme, trovano un senso proprio in questa frammentarietà, creando legami inaspettati. Il libro si estende per 364 pagine, con circa 200 foto disposte su doppie pagine che stimolano uno scambio tra parola e immagine. Tra saggi, interviste e recensioni, si intrecciano storia e contemporaneità.

Le firme di punta della fotografia europea

Tra gli autori emergono nomi di spicco nel mondo della fotografia e delle istituzioni culturali. Sylvie Aubenas, direttrice delle Estampes e delle Fotografie alla Bibliothèque Nationale de France, porta una visione istituzionale. Quentin Bajac, a capo del Jeu de Paume, e Clément Chéroux, storico e curatore della Fondation Henri Cartier-Bresson, riflettono sulle collezioni e sulle esperienze museali di oggi. Christine Barthe, del Musée du quai Branly – Jacques Chirac, e Peter Geimer, direttore del Centre allemand d’histoire de l’art di Parigi, offrono saggi che intrecciano storia e antropologia.

Il libro si arricchisce anche dei contributi di studiosi come Clara Bouveresse, Daniel Foliard, Christian Joschke, Anaïs Mauuarin e Paul-Louis Roubert, che portano punti di vista accademici e curatoriali diversi. Questa varietà di voci costruisce un quadro complesso, lontano dalle narrazioni uniche e più vicino alla ricchezza della fotografia.

Due secoli di fotografia in mostra e iniziative in tutta la Francia

Il bicentenario non si celebra solo con il volume, ma anche con una serie di eventi organizzati dal Grand Palais Rmn insieme al Ministero della Cultura e ad altri partner. Dal 1° settembre 2026 al 30 settembre 2027, in Francia e all’estero, si susseguono mostre, conferenze, proiezioni e attività di mediazione. Lo scopo è raccontare le tappe fondamentali della fotografia, dalla sua nascita nell’Ottocento fino ai giorni nostri.

Tra i progetti spicca Grand Angle, una rassegna che affronta temi diversi: dai primi ritratti negli studi fotografici alla danza, dal mondo rurale ai reportage di guerra. Le immagini arrivano da archivi ricchi come la Médiathèque du patrimoine et de la photographie e Grand Palais Rmn Photo, che custodiscono oltre 1,8 milioni di scatti digitalizzati. Questi patrimoni alimentano eventi come la mostra Ruralités a Roubion o quella dedicata a Willy Ronis a Châtel-Saint-Germain.

L’adesione di enti come il Centre national des arts plastiques, il Comitato Olimpico Internazionale e la rivista Fisheye allarga l’iniziativa oltre i confini nazionali, facendo del bicentenario un appuntamento di respiro internazionale.

Fotografia e digitale: una sfida tra realtà e artificio

Duecento anni dopo il primo scatto di Nicéphore Niépce, la fotografia continua a cambiare il modo in cui vediamo il mondo. Oggi, con la diffusione delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, il rapporto tra immagine, realtà e autore si fa ancora più complesso. Il progetto del bicentenario invita a riflettere su questi cambiamenti e su come sappiamo ancora interpretare le immagini nel nuovo contesto tecnologico.

Dominique de Font-Réaulx mette in guardia: la fotografia, ormai ovunque, rischia di passare inosservata nel quotidiano. La vera sfida è ritrovare uno sguardo consapevole e attento, capace di mettere in discussione come vengono prodotte e ricevute le immagini. Qual è il ruolo della fotografia in un’epoca in cui le immagini create artificialmente moltiplicano dubbi e interrogativi sulla realtà stessa? Il percorso avviato dal Grand Palais Rmn invita a questa riflessione, guardando al futuro senza perdere il contatto con le radici storiche.

Così, il bicentenario in Francia diventa un momento di confronto culturale e intellettuale, per capire come l’immagine abbia accompagnato e trasformato il mondo negli ultimi due secoli. Tra storia, arte e tecnologia, la fotografia si rinnova e apre nuove strade di senso.

Redazione

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