Un disegno di Klimt si affianca a un antico Martirio di San Sebastiano e a una ceramica ultramoderna. A prima vista, sembrano mondi distanti, ma a Flashback 2026, la fiera torinese che si apre il 29 ottobre, queste opere dialogano, si sfidano, si mescolano. Non è un semplice accostamento, ma una vera e propria rottura degli schemi: qui il tempo nell’arte contemporanea si ripensa, si spezza, si dilata. Flashback, giunta alla quattordicesima edizione, si svolge negli spazi di Flashback Habitat, un centro indipendente voluto dall’artista Alessandro Bulgini, luogo di incontri e culture contemporanee. A guidare il progetto Stefania Poddighe e Ginevra Pucci, che hanno scelto come filo conduttore “IN TIME”, un tema ispirato all’omonimo film di Andrew Niccol del 2011, perfetto per raccontare un’arte che attraversa i secoli senza confini.
Nel film “In Time” il tempo è denaro. “Vivi finché il tuo tempo non si esaurisce, paghi tutto con le ore di vita che hai.” Una distopia che, paradossalmente, racconta una realtà molto attuale, spiega Alessandro Bulgini. Il tempo che serviamo per guadagnare i soldi da spendere è tempo di vita consumato. Pensate a un lavoratore che vuole comprare un’auto da 10.000 euro: in pratica perde sei mesi di lavoro per quella spesa. Flashback 2026 usa questa immagine per farci riflettere sul valore vero del nostro tempo. Quanto siamo disposti a sacrificare per beni superflui? Quanto invece vogliamo investire su noi stessi o sulle relazioni con gli altri?
Il tema “IN TIME” si apre a tante letture. Non è solo il tempo che si conta, ma la posizione in cui ci troviamo nel presente, il legame con la memoria del passato e la necessità di agire per costruire il futuro. Questi piani si intrecciano e danno vita a un dialogo aperto che attraversa tutta la fiera. Flashback sposta l’attenzione da un tempo lineare a una contaminazione tra epoche, mostrando come il presente si nutra di tracce accumulate e di tensioni verso ciò che verrà.
La scelta più sorprendente di Flashback 2026 è l’immagine di copertina, affidata a Paolo Nespoli, astronauta italiano noto per le sue missioni nello spazio. L’incontro con Nespoli è nato durante un convegno estivo che univa arte e scienza. Visto dallo spazio, a 28.000 chilometri orari, il nostro pianeta mostra una Terra senza barriere, dove i confini si dissolvono. Il tempo, da quel punto di vista, diventa relativo e fluido. Questa visione mette in crisi le divisioni a cui siamo abituati e ci invita a concentrarci sull’essenziale.
Poddighe e Pucci spiegano: “per Flashback l’artista è un esploratore della propria terra, un astronauta che osserva con distacco ciò che appartiene e nello stesso tempo scopre nuove sfumature.” Questa distanza riflessiva cambia la percezione quotidiana, permettendo di scorgere differenze e connessioni invisibili da dentro. L’astronauta diventa così il simbolo per reinventare il ruolo dell’arte: non un semplice ornamento estetico, ma una lente per vivere la realtà con più consapevolezza.
La fiera ospita 35 gallerie da diverse realtà artistiche e storiche. Ognuna è chiamata a proporre opere che interrogano il presente attraverso un dialogo vivo con la memoria e il passato. Le creazioni esposte non sono solo oggetti d’arte, ma punti di contatto tra tempi diversi che si incontrano e si trasformano a seconda di chi li osserva. L’idea è di favorire una fruizione lenta e attenta, quasi meditativa, che invita a soffermarsi e a ricollegare elementi altrimenti isolati o dimenticati.
In un mondo di fiere che spingono alla velocità e al consumo immediato, Flashback offre il contrario: tempo e spazio per assimilare e riflettere. Chi visita è invitato a rallentare, a capire cosa vale davvero oltre l’apparenza e a scoprire come il passato nutra il presente. Questo approccio crea un rapporto più profondo con le opere e apre a nuove letture, facendo emergere dettagli nascosti.
Oltre alle opere esposte, Flashback 2026 propone un Public Program ricco e variegato, pensato per un pubblico ampio e diversificato. Ci sono mostre, installazioni, laboratori, visite guidate, incontri e performance. Questa varietà di linguaggi e modi di fruire punta a coinvolgere più persone, trasformando il tempo dedicato all’arte in un’occasione di crescita concreta.
L’idea è semplice: “guardare con attenzione non è mai tempo sprecato, ma un investimento.” Il tempo che dedichiamo all’arte diventa esperienza, capace di cambiare come vediamo noi stessi e il mondo. “IN TIME” invita a pensare che il presente non è mai fermo: siamo ancora in tempo per decidere come usare le nostre ore, tra le urgenze di ogni giorno e la ricerca di senso.
La visita a una fiera d’arte può cambiare così: non più corsa e superficialità, ma profondità e scelta. Flashback 2026 si propone come un’occasione per ricalibrare il nostro modo di leggere il tempo e per misurare il valore di ciò che decidiamo di portare dentro la nostra vita.
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