Carlotta Mazzariol, classe 2001, sta ridisegnando la pittura italiana partendo da Montebelluna, cuore del Veneto. Non è una semplice riproposizione del passato, ma un dialogo vivo tra memoria e contemporaneità. Le sue tele, realizzate con acrilico, olio e pastelli, raccontano storie personali filtrate dallo sguardo attento al mondo digitale che ci circonda. Qui, la tradizione non è un vincolo, ma una base da cui partire per esplorare il presente con uno sguardo nuovo e deciso.
La pittura per Carlotta Mazzariol è uno spazio dove si intrecciano soggetti legati alla memoria e paesaggi della sua terra. Spesso parte da fotografie, sia scattate da lei sia trovate online, che mette insieme come in un collage. Il risultato sono scene che sembrano familiari, ma sfuggono a una definizione precisa, sospese tra reale e immaginario. Il Veneto, con le sue atmosfere, è un elemento chiave che dà forma a questi paesaggi. Non si tratta di semplice realismo: i suoi quadri raccontano emozioni, sensazioni legate alla vita di tutti i giorni e alla percezione personale del luogo.
Il suo racconto passa soprattutto attraverso la forza evocativa della pittura. Le tele non vogliono solo descrivere, ma catturare stati d’animo e momenti sospesi tra passato e presente. La pittura diventa così un invito a entrare in contatto con le emozioni, senza fornire risposte troppo nette. Ogni pennellata, ogni colore, costruisce un piccolo mondo che è al tempo stesso intimo e riconoscibile.
Nel suo lavoro il colore ha un ruolo centrale. Mazzariol cura con attenzione l’equilibrio cromatico, preferendo accostamenti freschi e pennellate decise che danno movimento alla superficie. Non meno importante è la materia: l’uso combinato di acrilico, olio e pastelli crea un gioco di trasparenze e spessori che rende il segno vivo e concreto.
Per quanto riguarda le influenze, Carlotta non si ferma a un modello unico. Tra i suoi riferimenti ci sono David Hockney e Adrian Ghenie, presi in prestito per aspetti specifici come il colore o la costruzione dell’immagine. Ma niente imitazioni: tutto viene rielaborato in modo personale, filtrato dalla sua sensibilità. La fase iniziale della pittura è fondamentale: è lì che emergono energia e spontaneità, elementi che spesso segnano il risultato finale. Quando pensa che un quadro sia finito, si prende del tempo e si allontana dall’opera, per poi tornare a guardarla con occhi nuovi e capire se serve altro.
La realtà di oggi non è un tema da raccontare esplicitamente per Mazzariol, ma è un sottofondo che influenza il suo modo di dipingere. La presenza continua di immagini digitali e fotografie, a cui siamo sottoposti ogni giorno, entra in modo implicito nel suo lavoro. La pittura diventa così una riscrittura manuale di quel flusso visivo, una trasposizione fatta a mano di forme e atmosfere tipiche della cultura digitale.
Nonostante l’uso di fonti fotografiche prese dal web, Mazzariol non si affida a intelligenza artificiale o manipolazioni digitali. Per lei il gesto pittorico resta un’azione diretta, che si svolge tra tela e colori, mantenendo quella capacità di sorprendere e creare mondi nuovi.
Ogni quadro nasce dall’esperienza personale, ma l’obiettivo è lasciare spazio a chi guarda. Le sue immagini vogliono coinvolgere emotivamente lo spettatore, senza chiudersi in significati troppo rigidi. È questo equilibrio tra personale e aperto agli altri che guida la costruzione delle sue scene.
Oltre alla pittura, Mazzariol si lascia influenzare da altri linguaggi visivi e sonori: il cinema, la musica e la cultura digitale si mescolano nel suo lavoro, arricchendolo e rendendolo più complesso. Questa contaminazione è parte di un modo di fare arte che riflette la varietà del nostro tempo.
Partecipare a mostre collettive come “Ensemble” è per lei un’occasione importante. In questi contesti le sue opere si confrontano con quelle di altri artisti, scambiandosi stimoli e significati. Il dialogo tra lavori diversi crea un tessuto culturale più ampio e trasforma il senso delle singole opere, inserendole in una rete di relazioni che ne amplifica l’impatto.
Il percorso di Carlotta Mazzariol è uno sguardo fresco e attuale sulla pittura, dove tradizione e contemporaneità si incontrano senza perdere la propria identità. Con una tecnica precisa e un racconto aperto alle emozioni e ai luoghi, questa giovane artista dà voce a una nuova generazione di pittori.
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