Napoli si trasforma sotto una luce inattesa: quella vibrante delle fotografie a colori di Mimmo Jodice. Fino a oggi, il suo nome era sinonimo di bianco e nero, immagini potenti e senza tempo. Ma adesso, è il colore a raccontare una storia diversa, fatta di riflessi delicati e atmosfere mai esplorate prima. Le sue fotografie dialogano con i capolavori seicenteschi nel cuore del Museo del Tesoro di San Gennaro, creando un confronto sorprendente. È una scoperta che mette in luce un volto nuovo di un maestro, capace di restituire memoria e poesia con una forza inedita.
La mostra, ospitata negli ambienti suggestivi del Museo del Tesoro di San Gennaro, non è una semplice esposizione di fotografie. L’allestimento, firmato dal curatore Sylvain Bellenger, gioca con luci e materiali, tessuti e colori, creando un’atmosfera che mette in contatto il patrimonio storico con le immagini di Jodice. I toni scelti per pareti e supporti richiamano proprio quelli delle fotografie, avvolgendo il visitatore in una dimensione quasi sospesa, metafisica, che esalta il valore artistico delle opere. Velluti antichi e tessuti barocchi, realizzati su misura grazie alla collaborazione con Maddalena Marciano e gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, aggiungono una profondità tattile che trasforma la mostra in un luogo dove arte e storia si fondono.
Le pareti colorate non sono un semplice sfondo. Riprendono i pigmenti e le tonalità di Jusepe de Ribera, Caravaggio e Artemisia Gentileschi, sottolineando il legame tra le fotografie contemporanee e il barocco napoletano. Le luci soffuse mettono in risalto i dettagli preziosi del Tesoro, che ospita l’evento con un’eleganza tutta sua. Il colore diventa così il filo conduttore, un ponte tra passato e presente, visione e memoria, arte visiva e fotografia.
Al centro della mostra ci sono oltre quaranta fotografie a colori, tratte da un progetto unico nella carriera di Jodice. Conosciuto per il suo bianco e nero raffinato e meditativo, questa volta l’artista si concentra sulla pittura napoletana del Seicento, trasformando dettagli di volti, mani e tessuti in composizioni autonome. Non si tratta di un semplice omaggio: attraverso la sua lente, i dipinti classici vengono reinterpretati, dando vita a una nuova narrazione visiva.
_Jodice raccontava che il suo uso del colore arriva dopo anni di lavoro nel bianco e nero._ Qui il colore non è mai un’esplosione decorativa, ma uno strumento per osservare e analizzare più a fondo, una lente che amplifica la poetica che da sempre lo contraddistingue. L’attenzione al dettaglio, al silenzio delle immagini, resta centrale. Come spiega Barbara Jodice, figlia e curatrice dello studio, “il colore non sostituisce il bianco e nero ma lo amplia, offrendo una nuova chiave per entrare nel suo mondo artistico.”
Questo progetto parla di arte e memoria, di documentazione e contemplazione insieme. Il colore diventa un arricchimento del linguaggio visivo di Mimmo Jodice, capace di emozionare e far riflettere sul rapporto tra fotografia e pittura, tra tradizione e innovazione.
La mostra ha avuto un lungo cammino, iniziato quando Jodice era ancora in vita e proseguito con tenacia dalla famiglia e da un gruppo di appassionati d’arte. Barbara Jodice ricorda le difficoltà incontrate, ma il risultato esposto oggi al Tesoro di San Gennaro è un traguardo importante. Non solo mette in luce un aspetto poco conosciuto del lavoro di Jodice, ma restituisce a Napoli una parte fondamentale della sua identità artistica recente.
L’allestimento è anche un omaggio sentito alla città che l’artista ha amato profondamente, una città che rifletteva le sue inquietudini e passioni. La mostra assume così un valore affettivo e culturale intenso, amplificato dalla recente scomparsa di Mimmo Jodice nel 2025 e, poco dopo, di sua moglie Angela Salomone Jodice. Napoli rivive la loro presenza attraverso questo progetto, che mantiene vivo il ricordo e il confronto con l’arte contemporanea.
Un ringraziamento speciale va anche a Francesca Ummarino e Ilaria D’Uva, che hanno riportato alla luce questo progetto fotografico. La mostra sarà aperta fino al 10 gennaio 2027, un’occasione da non perdere per riscoprire un maestro e una città attraverso il colore.
A Times Square, tra luci abbaglianti e schermi che sembrano inghiottire la folla, l’arte ha…
La pittura non è morta, sembra voler dire ogni pennellata di Marta Naturale, giovane artista…
Errol Flynn trascorse qui gli ultimi anni della sua vita, mentre Bob Marley trasformava la…
L’arte non è mai stata così viva a Vienna, sussurra chi ha già sbirciato dietro…
Nel 2025, un dipinto di Picasso ha monopolizzato l’attenzione di collezionisti e critici, scatenando una…
«A volte basta un attimo – un gesto inaspettato – per cambiare il corso di…