Tra febbraio e luglio 2026, il mercato dell’arte antica ha vissuto un vero e proprio terremoto. Christie’s e Sotheby’s hanno portato all’asta opere capaci di accendere passioni e scatenare guerre di rilanci. Un disegno di Michelangelo, mai mostrato prima, ha lasciato tutti senza fiato. Una fusione in bronzo del Laocoonte, nascosta per generazioni, è tornata a emergere dal silenzio. C’è stato un Canaletto legato alla celebre serie del Bucintoro, custodito a lungo in mani private, e un Rembrandt fino a poco tempo fa considerato anonimo ha finalmente trovato il suo posto sotto i riflettori. Senza dimenticare Artemisia Gentileschi, che continua a dominare il mercato con nuovi record. Cinque capolavori, ognuno con una storia unica, in un semestre di aste che non si vedeva da anni.
A febbraio, a New York, Christie’s ha tirato fuori dal cilindro un disegno unico: uno studio per il piede della Sibilla Libica realizzato da Michelangelo intorno al 1511-12. Il pezzo, un foglio su carta, ha fatto subito scalpore, non solo per la qualità ma anche per il prezzo: 27,2 milioni di dollari, un record mondiale per uno studio preparatorio dell’artista su carta. Un vero gioiello, mai apparso prima sul mercato.
Questo disegno è uno degli ultimi superstiti degli schizzi preparatori per la volta della Cappella Sistina, commissionata da Papa Giulio II. Michelangelo aveva chiesto di distruggere i cartoni preparatori, ma alcuni sono miracolosamente sopravvissuti. Il foglio è passato attraverso la Svizzera del XVIII secolo, appartenendo a collezionisti come la famiglia de Mestral, e ora è finito nelle mani di un nuovo proprietario dopo secoli di silenzio. Altri studi simili si trovano solo in musei di alto livello, come il Metropolitan Museum di New York e l’Ashmolean di Oxford. Questo ritrovamento ha dato nuova linfa alla conoscenza degli studi preparatori di Michelangelo, confermando quanto siano preziosi quei pochi tratti su carta.
Non tutti i protagonisti di questo semestre sono capolavori originali, ma anche le repliche possono sorprendere. Alla vendita Old Masters di Sotheby’s in estate è stato battuto un imponente Laocoonte in bronzo, realizzato a Parigi nel 1817 dallo scultore Auguste-Jean-Marie Carbonneaux. Non è un falso: questa fusione di due metri e mezzo è una delle quattro copie a grandezza naturale autorizzate del celebre gruppo marmoreo dei Musei Vaticani.
La scultura ha avuto una storia di tutto rispetto, passando per le collezioni di personaggi come William Beckford e il duca di Hamilton, prima di sparire dal mercato per quasi un secolo e mezzo. Stimata tra 2 e 3 milioni di sterline, ha superato ogni aspettativa durante un’asta infuocata, venduta dopo quindici minuti di rilanci a 13,6 milioni di sterline, circa 18,1 milioni di dollari.
Questa vendita dimostra come una replica d’autore, con radici storiche profonde, possa catturare l’attenzione e la passione degli esperti d’arte quanto un originale. Un caso raro, da ricordare tra le grandi vendite del 2026.
Pochi soggetti riescono a raccontare Venezia come la Festa della Sensa e la regale processione del Bucintoro. Il dipinto di Canaletto, datato intorno al 1754, è stato venduto da Christie’s a New York per 30.535.000 dollari, un vero record per il celebre pittore veneziano in mani private.
La scena cattura il corteo dogale che scivola tra vele dorate e un cielo terso, una composizione che da sempre incanta per i suoi colori e i dettagli precisi, sia architettonici che naturali. La tela è l’ultima interpretazione del tema firmata da Canaletto, dopo quella realizzata per il primo ministro britannico Robert Walpole, che aveva stabilito il record di Canaletto a luglio 2025 a Londra.
Commissionata dalla famiglia King e passata poi ai conti di Lovelace, l’opera è rimasta nella stessa collezione per quasi due secoli, prima di circolare sul mercato dal 1937. Le vendite successive hanno visto un aumento costante del suo valore, culminato in questo risultato. Grazie a questa vendita, la raccolta Old Masters di Christie’s ha superato i 54 milioni di dollari solo a febbraio, il miglior risultato per questa categoria a New York in più di dieci anni.
Uno dei pezzi più affascinanti è stato il cosiddetto Rembrandt “fantasma”, un olio su tela datato intorno al 1627 che ritrae il giovane Cristo circondato da bambini. Il dipinto, intitolato Let The Little Children Come Unto Me, per decenni è stato attribuito a un anonimo maestro olandese.
Solo dopo un lungo restauro durato quasi dieci anni è emersa la mano del giovane Rembrandt. Durante il restauro è saltata fuori una figura originariamente dipinta con un turbante, poi coperta per rendere la scena più “normale”, rivelando un messaggio di apertura e tolleranza religiosa ancora molto attuale.
Scoperto da un mercante nel 2014 e pagato circa 1,5 milioni di euro, ha dimostrato la firma del grande maestro. All’asta di Sotheby’s a Londra il 1° luglio 2026, ha raggiunto 8 milioni di sterline . Non è il record assoluto per Rembrandt, fermo a 33 milioni di dollari, ma è stato il pezzo forte di una serata che ha visto più di dieci nuovi record d’asta, con un rialzo del 160% rispetto a luglio 2025. Il dipinto ha girato le mostre Young Rembrandt tra Leida e Oxford, a conferma del suo valore culturale e artistico.
Artemisia Gentileschi continua a scalare le vette del mercato e della storia dell’arte, segnando un nuovo record mondiale. Il suo Autoritratto come Santa Caterina d’Alessandria, dipinto tra il 1613 e il 1620 durante il soggiorno a Firenze, è stato venduto da Christie’s a New York per 5.687.000 dollari.
Questo lavoro è uno dei soli cinque autoritratti noti della pittrice romana, probabilmente il più antico tra questi. La National Gallery of Art di Washington se l’è aggiudicato poco dopo aver comprato anche la Maria Maddalena in estasi, sempre di Artemisia.
L’opera era stata in prestito fino al 2022 al Nasjonalmuseet di Oslo, e questa vendita ha superato di quasi mezzo milione di dollari il precedente record ottenuto da un altro quadro dell’artista venduto a Parigi nel 2019. Un traguardo che conferma quanto l’interesse per Artemisia sia in crescita, con un riconoscimento sempre più solido nel mercato dell’arte antica.
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