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Torino: svelato il progetto di riqualificazione della GAM, il museo si trasforma

Martedì 30 giugno, al Teatro Regio di Torino, un annuncio ha catturato l’attenzione di molti: la Galleria d’Arte Moderna si prepara a cambiare volto, andando ben oltre un semplice restyling. La direzione, ora nelle mani di Chiara Bertola, punta a trasformare questo spazio in un hub culturale dal respiro internazionale. Tra gli ospiti, il sindaco Stefano Lo Russo e Marco Gilli, presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo, a sottolineare l’importanza dell’iniziativa. Accanto a loro, architetti e progettisti di rilievo come MVRDV, Balance Architettura ed EP&S Group, chiamati a una sfida ambiziosa: unire l’eredità storica dell’edificio con nuove funzioni, mentre si intrecciano temi di inclusione e sostenibilità. Un progetto che guarda al futuro senza dimenticare le radici urbane.

Un museo che parla alla città

Il progetto nasce da un’idea precisa: ripensare la GAM non solo come contenitore di opere, ma come spazio vivo e aperto alla comunità. L’ingresso sarà una piazza sempre accessibile, destinata a diventare un punto di riferimento urbano, un luogo di incontro per i torinesi. Il vincitore del concorso internazionale è il team guidato dallo studio olandese MVRDV, affiancato dai torinesi di Balance Architettura e EP&S Group. La proposta coniuga tecnologia e sostenibilità, senza rinunciare al rispetto per l’identità storica dell’edificio e del suo quartiere. L’obiettivo è creare un museo che diventi un motore sociale, promotore di cultura aperta e inclusiva, seguendo le tendenze più attuali del mondo museale.

La GAM, tra memoria e futuro

La Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea ha una storia lunga oltre un secolo. Fondata alla fine dell’Ottocento, è stata la prima galleria pubblica dedicata all’arte moderna in Italia. L’edificio attuale, inaugurato nel 1959 su progetto di Carlo Bassi e Goffredo Boschetti, si è guadagnato il soprannome di “astronave” per il suo stile innovativo. Oggi la GAM custodisce una delle collezioni più importanti d’Italia, con opere chiave dell’Ottocento e del Novecento, oltre a disegni e una videoteca di rilievo europeo. Per questo è necessario un intervento che, pur rispettando la sua storia, migliori l’esperienza dei visitatori e adegui gli spazi alle nuove modalità di fruizione culturale, più partecipative e interattive.

Cosa cambierà con la riqualificazione

Il progetto prevede un ampliamento delle aree espositive e interventi su parti dell’edificio ormai obsolete. Tra le novità più importanti, la rimozione dell’attuale sistema di scale antincendio, che limita accessibilità e sicurezza. Saranno create nuove sale dedicate alla collezione permanente, dotate di tecnologie moderne per la conservazione delle opere. Un altro punto chiave riguarda la luce naturale, elemento distintivo del progetto originale del 1959, che aveva orientato l’edificio secondo i movimenti del sole per valorizzare la luminosità diurna. Nel tempo questa caratteristica era stata nascosta da modifiche successive, ma ora verrà recuperata e valorizzata. La gestione del progetto è affidata alla Fondazione Torino Musei, con un investimento di 27,5 milioni di euro sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, in collaborazione con il Comune e la Fondazione per l’architettura.

I finalisti e l’idea di un museo contemporaneo

Dal 1° luglio la GAM ospiterà una mostra con i quattro progetti finalisti, escluso quello vincitore. Tra gli autori figurano studi di fama internazionale come Kengo Kuma & Associates Europe, Guillermo Vázquez Consuegra Arquitecto SLP, Mario Cucinella Architects e ACPV Architects – Antonio Citterio Patricia Viel. L’esposizione offre uno sguardo sulle diverse visioni per il futuro del museo torinese. Il filo conduttore è la GAM come spazio sociale, un luogo dove l’arte non solo si conserva, ma si crea, dialogando con la comunità e promuovendo una fruizione più attiva e partecipata. Il progetto scelto punta a rafforzare questa identità, inserendo l’arte nel cuore della vita cittadina e in un contesto globale. La nuova GAM si prepara così a diventare un modello per musei italiani ed europei, dove cultura, innovazione e territorio si fondono con equilibrio.

Redazione

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