“Quest’anno voglio qualcosa di diverso,” mi ha detto un amico al telefono. Non più viaggi lunghi, prenotati con mesi d’anticipo, ma fughe brevi, improvvisate, vicino a casa. È una tendenza che sta prendendo piede: scegliere mete meno battute, dove l’autenticità conta più del turismo di massa. La Svizzera, con le sue montagne ma anche con un’attenzione crescente alla sostenibilità, si propone proprio come la destinazione ideale per chi cerca un’esperienza vera. Qui non si tratta solo di ammirare paesaggi da cartolina, ma di immergersi in culture locali, rispettare l’ambiente e scoprire tradizioni che ancora sanno raccontare storie.
Secondo l’edizione 2026 del Monitoring Sentiment for Intra-European Travel Primavera/Estate, il modo di viaggiare sta cambiando profondamente. Sempre più europei scelgono destinazioni facili da raggiungere, con spostamenti brevi e soggiorni intensi ma più veloci. Via i programmi rigidi: la parola d’ordine è flessibilità. Si prenota spesso all’ultimo momento, preferendo luoghi che permettano di cambiare i piani senza troppi vincoli.
La ricerca di mete meno prese d’assalto riflette il desiderio di autenticità, con proposte originali lontane dal turismo di massa e dai percorsi standard. Vacanze brevi ma ricche, che permettono di immergersi rapidamente nella cultura locale, scoprire tradizioni e assaporare prodotti tipici. In questo scenario, la Svizzera si posiziona bene, con un’offerta varia e un approccio che unisce turismo e rispetto per l’ambiente.
La filosofia “Travel Better” di Svizzera Turismo punta a un turismo integrato, che porta vantaggi sia ai visitatori sia alle comunità locali. L’idea è che il viaggio non sia solo divertimento, ma un’occasione per arricchirsi culturalmente e rispettare l’ambiente. La qualità del viaggio deve andare di pari passo con la tutela del patrimonio naturale e culturale.
Al centro di questa filosofia c’è la sostenibilità a tutto tondo: dalla protezione di flora e fauna alla valorizzazione di artigianato, prodotti locali e tradizioni popolari. Anche le energie rinnovabili hanno un ruolo importante nelle strutture turistiche. E l’incontro con chi custodisce antichi saperi diventa un momento prezioso, per vivere esperienze autentiche e significative.
La Svizzera è un crogiolo di identità culturali e linguistiche, visibili nelle tradizioni ancora vive tra la gente. Il territorio, con la sua conformazione unica, ospita dialetti e stili di vita diversi, che sfuggono a ogni semplificazione. Questo patrimonio si riflette in tanti aspetti: dall’architettura urbana e rurale all’artigianato, dalla cucina alle feste popolari.
Molte di queste tradizioni sono riconosciute come patrimoni immateriali dall’UNESCO. L’arte orologiera, simbolo di precisione e manualità, e lo jodel, forma di canto tradizionale, sono solo alcuni esempi. In regioni come Ginevra e Vaud, musei e atelier permettono di scoprire questi mondi, anche con laboratori pratici dove costruire un orologio meccanico con le proprie mani.
Partecipare a feste e manifestazioni locali è un modo unico per immergersi in un patrimonio culturale spesso meno noto rispetto alle attrazioni naturali della Svizzera.
Oltre alle tradizioni, ci sono paesaggi e borghi silenziosi che meritano di essere visitati. L’Ufficio federale della cultura ha messo insieme l’inventario ISOS, un documento unico che raccoglie più di 1200 insediamenti storici e ambienti naturali sparsi in tutti i Cantoni.
Svizzera Turismo ha selezionato circa 80 siti rappresentativi, lontani dai circuiti più battuti. Tra questi spiccano il villaggio alpino di Ernen, nel Parco naturale della Valle di Binn, famoso per il suo festival di musica classica; Hermance, piccolo borgo medievale con vista sul lago di Ginevra; e Romainmôtier nel Vaud, sede del più antico convento cluniacense della Svizzera. A Burgdorf, nell’Emmental, si può dormire in un’ala del castello medievale trasformata in ostello, unendo tradizione e modernità.
Questi gioielli nascosti sono al centro di campagne promozionali soprattutto verso l’estero, con l’obiettivo di far conoscere una Svizzera meno affollata e più ricca di significato.
Il treno resta il mezzo preferito in Svizzera, soprattutto per chi vuole spostarsi in modo ecologico. A parità di distanza, viaggiare in treno produce 27 volte meno emissioni di CO2 rispetto all’auto.
Il Grand Train Tour, nato dieci anni fa, unisce treni, autobus e battelli per regalare viste spettacolari in tutto il Paese. Dai famosi Bernina Express e Glacier Express, con i loro panorami unici, ad altri meno noti come il Gotthard Panorama Express, che collega il Ticino a Lucerna attraversando la storica galleria del Gottardo e proseguendo con una navigazione sul Lago dei Quattro Cantoni. La Matterhorn Gotthard Bahn attraversa montagne e valli, salendo fino a 3300 metri e unendo Grigioni e Vallese.
Con lo Swiss Travel Pass si può viaggiare liberamente su una rete efficiente che collega città come Berna e Losanna alle zone circostanti. Dal treno si passa facilmente a escursioni in montagna, visite a musei o a teatri.
In Svizzera, la sostenibilità passa anche dalla tavola. Molti ristoranti puntano su menu con ingredienti di stagione e a chilometro zero, sostenendo piccoli produttori e riducendo l’impatto ambientale.
Tour enogastronomici portano a scoprire caseifici d’alpeggio e agriturismi, invitando i turisti a conoscere la cucina autentica del Paese. Le sei zone vitivinicole con più di 250 vitigni e circa 1500 viticoltori offrono itinerari perfetti per gli amanti del vino: escursioni tra i vigneti in bici o a piedi, degustazioni in cantina e festival della vendemmia. Anche gli alloggi immersi tra i filari regalano un’esperienza completa, fatta di natura, gusto e cultura.
Così la Svizzera si conferma una meta capace di offrire un turismo responsabile, vario e coinvolgente, perfetto per i viaggiatori del 2026.
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