Le luci di Torino si accendono, ma stavolta a illuminare la scena è la fotografia contemporanea. La città si trasforma: piazze, strade e luoghi iconici diventano gallerie a cielo aperto, animate da mostre e installazioni inedite. Dal cuore pulsante fino al quartiere Vanchiglia, EXPOSED Torino Photo Festival, alla sua terza edizione, mette in mostra storie e immagini che parlano a chi conosce il linguaggio visivo e a chi si avvicina per la prima volta, spingendo oltre i confini delle tradizionali esposizioni. Un’esperienza che si respira a ogni angolo, pronta a sorprendere e coinvolgere.
Quest’anno EXPOSED propone il “miglio della fotografia”, un itinerario culturale che collega le sedi più importanti tra il centro cittadino e Vanchiglia. Si parte da CAMERA Torino, il Centro Italiano per la Fotografia, in via delle Rosine, cuore pulsante dell’evento con esposizioni di rilievo. Tra queste spicca “Donne in vista” di Toni Thorimbert, curata da Walter Guadagnini: oltre sessanta immagini che raccontano il volto e il corpo femminile, un omaggio artistico e commemorativo a un amico scomparso.
Accanto, “La materia delle forme” rende tributo a Edward Weston con 171 fotografie che raccontano le sue esplorazioni sul linguaggio formale e materico della fotografia moderna negli Stati Uniti. Poco più avanti, in piazza Cavour, il Museo Regionale di Scienze Naturali ospita il lavoro di Bernard Plossu, frutto di oltre trent’anni di viaggi sulle isole italiane, immagini intense e sospese che raccontano il rapporto tra uomo e natura.
EXPOSED non resta chiuso nelle gallerie tradizionali, ma si spinge in spazi urbani insoliti. Nel parcheggio GTT di piazzale Valdo Fusi si può vedere “Catabasis” di Mark Leckey, un progetto site specific che trasforma il sottosuolo urbano in un luogo fuori dal tempo, dove si mescolano memoria collettiva, sottoculture e fantasia, sfumando i confini tra quotidiano e straordinario.
Non lontano, alla Cripta747 in via Giolitti, va in scena “Metamorphosis”, mostra collettiva di sei giovani artisti internazionali scelti dalla piattaforma FUTURES Photography. Tra loro, Ada Zielinska, fotografa polacca che con i suoi scatti racconta il post turismo con uno sguardo attento al dettaglio e alle storie di paesaggi umani e ambientali. Al Circolo del Design, invece, Dean Chalkley presenta “Back in Ibiza e altre storie”, un viaggio fotografico nell’isola spagnola tra fine Novecento e inizio Duemila, per rivivere l’atmosfera di euforia eccesso di quegli anni.
Il festival si intreccia con le gallerie torinesi, che propongono mostre di grande spessore. Photo & Contemporary festeggia i suoi trent’anni con “Lights & Shadows”, collettiva che racconta l’evoluzione artistica della galleria attraverso diverse generazioni di fotografi e artisti visivi. In contemporanea, Arno Rafael Minkkinen presenta progetti che oscillano tra fotografia e performance, esibendosi nella project room dedicata.
In via della Rocca, la galleria Simóndi ospita due mostre: “Rêverie”, collettiva di artisti emergenti curata da Matilde Vitale, e la personale di Giulia Iacolutti, “The Golden Liquid”, che indaga materiali e forme attraverso un linguaggio pittorico e visivo contemporaneo. A Vanchiglia, Metroquadro presenta “Sunny side up”, personale di Gianluca Capozzi con opere recenti che dialogano tra pittura e fotografia.
In un cortile interno di via Vanchiglia, Febo e Dafne ospita “Passaggi”: un incontro narrativo tra Andrea Serio e Marco D’Aponte, due autori che portano il fumetto in ambito espositivo, esplorando la creazione dell’immagine tra arte e racconto.
Tra le novità più suggestive di questa edizione ci sono le installazioni fotografiche sparse negli spazi pubblici di Torino. Sotto i portici nord di via Po si può vedere “5.000 lire per un sorriso”, curato da Barbara Bergaglio. Il progetto racconta un concorso fotografico promosso da un’azienda cosmetica nei primi anni ’40, con ritratti di italiani in momenti di semplice felicità. Le immagini sono una testimonianza storica che unisce passato e presente, offrendo a chi passa una riflessione sul valore dell’immagine nel tempo.
Il venerdì sera, l’appuntamento “Esterno Notte” anima la città trasformando palazzi e spazi urbani in grandi schermi per proiezioni di fotografie e video. L’iniziativa coinvolge quartieri e vie, invitando Torino a guardare la sua architettura sotto una luce nuova, trasformando il tessuto urbano in un teatro di arte e comunità.
EXPOSED Torino Photo Festival conferma così la sua vocazione: portare la fotografia fuori dai soliti spazi, creando un dialogo vivo con la città e il suo pubblico, rinnovando la scena culturale con un’offerta che guarda all’innovazione e alla ricerca artistica.
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