Skip to content
vangoghmultimediaexperience.it

vangoghmultimediaexperience.it

  • News
  • Eventi
  • Storie
  • Itinerari
  • Home
  • 2026
  • Aprile
  • 9
  • Le Fenicie di Michela Lucenti: la tragedia greca che diventa danza e parola sul palco italiano
  • Eventi

Le Fenicie di Michela Lucenti: la tragedia greca che diventa danza e parola sul palco italiano

Redazione 9 Aprile 2026

Sul palco del Teatro Storchi di Modena, i corpi si muovono lenti, carichi di tensione. Volti segnati da paura e determinazione, mani che si sfiorano e si allontanano come per cercare conforto in un mondo che sembra crollare. È la danza a raccontare la storia antica delle Fenicie, ma non quella della mitologia scolpita nei libri: qui, la tragedia di Euripide prende vita in un equilibrio fragile tra forza e vulnerabilità. Michela Lucenti plasma l’aria con movimenti intensi, trasformando il silenzio in un linguaggio capace di evocare la guerra, la follia e i legami spezzati della famiglia. Non serve una parola, basta uno sguardo per sentire il peso di un destino ineluttabile.

Un coro di corpi per ridare vita alla tragedia greca

La pièce prende spunto da una delle tragedie meno note di Euripide, “Le Fenicie”, e mette al centro il coro di schiave fenicie che assiste, quasi in silenzio, ai drammi che si consumano a Tebe. In scena, questi personaggi si muovono come un unico organismo, creando immagini che ricordano le pitture vascolari dell’antica Grecia, con file compatte di uomini e donne protesi gli uni verso gli altri. Lucenti costruisce il movimento come una partitura di emozioni, alternando momenti di violenza a gesti di tenerezza; la coreografia esprime chiaramente il turbamento e il dolore di ogni personaggio.

Questo coro non si limita a raccontare la storia classica, ma ne esplora le sfumature più profonde, collegando il mito alle guerre di oggi, a divisioni che ancora lacerano famiglie e comunità. Il lavoro di Lucenti è definito “una danza delle parole” perché il movimento dialoga con la drammaturgia, mescolando fragilità del corpo a una poesia intensa che rende il mito attuale. Tra pause, silenzi, urla soffocate e dialoghi forti, lo spettacolo restituisce la tragedia con linguaggi diversi ma uniti.

I protagonisti e la forza di un coro femminile

Al centro della storia ci sono figure cariche di dramma: Giocasta, madre di Eteocle e Polinice, che cerca invano di fermare la guerra fratricida che distruggerà Tebe. Accanto a lei, Tiresia, l’indovino che annuncia la rovina, e le sorelle Antigone e Ismene, simboli di dolore e resistenza contro la tirannia.

Il coro delle Fenicie incarna il dramma collettivo di una città spezzata, mostrando un vasto spettro di emozioni: dall’angoscia alla solidarietà, dal sacrificio femminile alla protesta contro i poteri oscuri. La danza trasmette con forza questi sentimenti, mentre le parole ne amplificano il senso, raccontando un mondo sull’orlo del baratro.

Cantanti e musicisti, con arrangiamenti che vanno dai clangori metallici a brani pop come “Purple Rain” di Prince, danno allo spettacolo un carattere variegato e contemporaneo. Questi elementi si intrecciano, creando un’atmosfera carica di tensione emotiva, senza scadere nella retorica.

Una scenografia essenziale per un finale potente

Il palco è spoglio, illuminato da luci essenziali che disegnano ombre e figure in movimento. Undici performer modellano corpi e gesti che evocano emozioni, conflitti e resa. La coreografia alterna assoli, duetti e movimenti di gruppo, con un ritmo calibrato che traduce in immagini la complessità della tragedia.

Il momento finale si concentra su un’immagine forte: Creonte, interpretato da Maurizio Camilli, tiene tra le braccia il corpo senza vita di Meneceo , in una scena che richiama la sacra Deposizione. La musica “La Grande Folie” dei San Salvador accompagna questo quadro, esaltando la potenza emotiva dell’opera.

Gli altri interpreti, tra cui Fabio Bergaglio, Antonio Carta e Ambra Chiarello, aggiungono intensità a questa narrazione corale che non lascia nulla al caso. Il debutto a Modena ha dato vita a uno spettacolo che unisce coreografia, drammaturgia e consapevolezza storica, regalando una rappresentazione indimenticabile.

Il 10 aprile la tournée proseguirà al Teatro della Tosse di Genova, confermando la forza di un’opera che torna a parlare al pubblico di oggi, usando la danza e il teatro come strumenti di racconto.

Continue Reading

Previous: Asta Online su Joseph Beuys da Lempertz: Opere Iconiche in Vendita fino al 22 Aprile

Related Stories

Asta Online su Joseph Beuys da Lempertz: Opere Iconiche in Vendita fino al 22 Aprile
  • Eventi

Asta Online su Joseph Beuys da Lempertz: Opere Iconiche in Vendita fino al 22 Aprile

9 Aprile 2026
Addio a Christine Ruiz-Picasso, la “madre” del Museo Picasso Málaga: il mondo dell’arte in lutto
  • Eventi

Addio a Christine Ruiz-Picasso, la “madre” del Museo Picasso Málaga: il mondo dell’arte in lutto

8 Aprile 2026
Varigotti celebra De André con la scultura di Richi Ferrero: arte e architettura sul mare della Riviera di Ponente
  • Eventi

Varigotti celebra De André con la scultura di Richi Ferrero: arte e architettura sul mare della Riviera di Ponente

8 Aprile 2026

Articoli recenti

  • Le Fenicie di Michela Lucenti: la tragedia greca che diventa danza e parola sul palco italiano
  • Asta Online su Joseph Beuys da Lempertz: Opere Iconiche in Vendita fino al 22 Aprile
  • Addio a Christine Ruiz-Picasso, la “madre” del Museo Picasso Málaga: il mondo dell’arte in lutto
  • Varigotti celebra De André con la scultura di Richi Ferrero: arte e architettura sul mare della Riviera di Ponente
  • Roberto Amoroso a Venezia: Pittura Digitale e Manipolazione Visiva tra Percezione e Realtà
Copyright © All rights reserved.