# Manca meno di un anno alle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, e già si parla di un progetto che rompe gli schemi.
“I Limiti Non Esistono” non è un libro qualsiasi: è una scultura, un’opera d’arte firmata da Fulvio Morella, con la cura di Sabino Maria Frassà e la produzione di CRAMUM. Qui non si tratta solo di sfogliare pagine, ma di vivere un’esperienza multisensoriale che racconta accessibilità e inclusione in modo sorprendente. Il legame con l’evento sportivo è forte, ma il progetto si impone con una voce propria, capace di farsi notare anche oltre i confini nazionali.
“I Limiti Non Esistono” nasce nel contesto delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, ma ha un respiro ben più ampio. È un’opera multisensoriale che sfida il tradizionale rapporto tra chi guarda e chi fruisce. L’idea di Morella e Frassà è stata realizzata con il supporto di enti di alto profilo come il Parlamento Europeo, e grazie a sponsor importanti come Gaggenau e Schiavi. Il volume ha fatto il giro del mondo, entrando nelle collezioni di istituzioni prestigiose come il Museum of Contemporary Art di Tokyo, il mumok di Vienna, il Museo Reina Sofía di Madrid, lo Stedelijk Museum di Amsterdam e la British Library di Londra. Un segnale chiaro del valore artistico e simbolico di questa iniziativa, che unisce arte, cultura e inclusione.
L’oggetto in sé è pensato per abbattere le distanze tra spettatore e opera. Non si sfoglia come un libro normale, né si legge semplicemente: invita a essere toccato, osservato sotto diverse luci, esplorato con le dita. Chi lo vive diventa parte dell’opera, attraversandola con più sensi e scoprendo un modo tutto nuovo di conoscere. Un approccio che rompe con le modalità tradizionali e apre un dialogo tra spazio, parola, immagine e tatto.
Al centro di “I Limiti Non Esistono” c’è la ricerca di Morella sul Braille Stellato. Il Braille, da sempre codice tattile per non vedenti, qui si trasforma: i punti diventano costellazioni, segni da sfiorare e da guardare come vere e proprie immagini poetiche. Così, il Braille non è più solo uno strumento pratico, ma si carica di un valore estetico e comunicativo nuovo.
Questa riscrittura del codice in chiave visiva e tattile supera le barriere sensoriali. Il progetto sfida l’idea che la disabilità o le difficoltà di lettura siano limiti insormontabili. Il Braille Stellato ridisegna lo spazio e costruisce un linguaggio condiviso, uno strumento di connessione tra diversità e collettività.
Morella affronta il tema del limite come un percorso da attraversare, superare e trasformare. Non è solo un gesto artistico, ma una riflessione profonda che mette in luce il legame tra arte, percezione e inclusione.
Tra il 2025 e il 2026, in vista delle Olimpiadi Invernali, il progetto ha coinvolto diversi contesti, dai territori montani alle città. Azioni come “Cortina di Stelle” o “Funivia senza limiti” hanno animato la Val di Fiemme, Milano e le Dolomiti, trasformando questi luoghi in spazi di confronto e partecipazione.
Arte e sport si sono intrecciati in una riflessione concreta sull’inclusione e sull’abbattimento delle barriere, fisiche e sociali. Le comunità hanno risposto attivamente, ospitando eventi e favorendo l’incontro tra realtà locali, visitatori e pratiche artistiche accessibili.
Il libro raccoglie questa esperienza con contributi importanti, da Maurizio Molinari per il Parlamento Europeo a Stéphane Gaillard dell’INJA Louis Braille di Parigi, insieme a interventi, testimonianze, immagini e documentazioni. “I Limiti Non Esistono” diventa così un archivio vivo, che racconta un percorso, unisce culture e riflette sul dialogo tra arte e società, portando avanti un impegno concreto su inclusione e accessibilità.
Da tempo la ricerca di Fulvio Morella ruota intorno all’inclusione come metodo creativo. Dalla lavorazione del legno nella serie Blind Wood alle installazioni come Braillight, l’artista esplora la conoscenza attraverso i sensi. Il suo lavoro va oltre la semplice vista, puntando su tatto, luce, percezione e immaginazione.
“I Limiti Non Esistono” è un ulteriore passo in questa direzione, un formato che diventa spazio di esperienza e interazione. Il libro di Morella si rifiuta di essere un oggetto da leggere passivamente: invita a orientarsi, toccare e percepire, trasformando la fruizione in racconto e conoscenza.
La sua arte non si limita a un messaggio simbolico, ma diventa un documento di un modo diverso di confrontarsi con il mondo, suggerendo una grammatica visiva e tattile aperta a tutte le differenze.
Dietro al progetto c’è anche CRAMUM, realtà che da anni promuove pratiche artistiche in cui ricerca culturale e responsabilità sociale si intrecciano. “I Limiti Non Esistono” è un esempio concreto: qui l’arte diventa strumento di dialogo e trasformazione, capace di riflettere sulle sfide attuali della società.
Il libro-scultura racchiude queste istanze: è opera d’arte, archivio e strumento di relazione, frutto di una rete di collaborazioni tra istituzioni e partner privati. La complessità del volume dimostra come l’arte contemporanea possa farsi mezzo di inclusione, ampliando orizzonti e proponendo nuove forme di comunicazione e comunità.
Tra i partner spiccano istituzioni europee che puntano al dialogo interculturale e sensoriale, segnando un punto di svolta nel modo di rappresentare e affrontare temi sociali delicati.
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