A Milano, un disegno lungo quaranta metri prende vita sulla carta, tracciato a gesso con una forza che non si limita allo sguardo. È l’opera di Amparo Viau, artista argentina classe 1991, che trasforma il foglio in spazio abitabile. Dal 9 aprile al 12 giugno 2026, la ArtNoble Gallery apre le sue porte a “Un secreto que se apaga entre mis manos”, un’installazione che si fa esperienza, corpo e racconto. Dopo aver conquistato la scena latinoamericana, con il premio a la Obra de Arte di arteBA nel 2022, Viau porta a Milano un progetto che sfida la staticità del disegno, invitando il pubblico a entrare dentro un segreto da svelare passo dopo passo.
L’opera di Viau si sviluppa come un lungo filo bianco che si dipana su quaranta metri di carta. Il gesso, fragile e polveroso, diventa qui protagonista: cattura il gesto dell’artista ma resta esposto al rischio di scomparire, di trasformarsi. Chi visita la mostra non si limita a guardare: cammina, si muove, si ferma, diventando parte attiva dell’opera. Lo spazio non è lineare, si apre e si chiude, si sovrappone e si trasforma, invitando a una fruizione che unisce vista, corpo e pensiero.
Il disegno si articola in tre fasi ben distinte: un inizio denso, quasi compresso, dove le figure umane si accavallano creando tensione; una fase centrale di passaggio in cui i contorni si confondono e la narrazione diventa incerta; e infine un’espansione finale, con forme più ampie e colori che sembrano liberare energia, senza però chiudere la storia. È un racconto sospeso, che lascia aperto il movimento del corpo e della mente.
Al centro del lavoro di Amparo Viau c’è sempre la figura umana, rappresentata come in una scena in continuo mutamento. I corpi si intrecciano, si sovrappongono, richiamando la danza, il cinema o il teatro. Ogni gesto è una traccia, una storia sospesa nel tempo. La sua arte esplora memoria e identità, filtrate attraverso la cultura latinoamericana contemporanea e la sua esperienza personale.
Il titolo della mostra, “Un secreto que se apaga entre mis manos”, parla proprio di questa fragilità: “un segreto che sfugge, si perde nonostante il tentativo di trattenerlo.” Quella perdita diventa immagine, pensiero, e ci ricorda quanto la memoria e il desiderio siano instabili eppure essenziali per capire chi siamo. Il lavoro di Viau è una riflessione sull’essere e sul diventare, un linguaggio visivo che oscilla tra presenza e assenza, tra rivelazione e oblio.
La scelta del gesso non è casuale. Questo materiale fragile porta con sé il segno diretto del gesto dell’artista, ma è anche destinato a consumarsi, a trasformarsi. L’opera vive così di una doppia natura, tra permanenza e dissolvenza, disegno e performance che si confondono.
Il pubblico si ritrova immerso in uno spazio che si percepisce anche con il tatto, oltre che con gli occhi. Camminando lungo il disegno, sente la delicatezza del tratto e avverte l’energia di quel gesto che ha lasciato la sua impronta. L’esperienza si fa allora intensa e partecipata, un dialogo vivo tra corpo e opera.
Con questa mostra alla ArtNoble Gallery, Amparo Viau conferma il suo ruolo nel panorama europeo, portando con sé la forza e la sensibilità del suo lavoro latinoamericano. Un progetto che trasforma il disegno in uno spazio da abitare, un segreto da sfiorare, un racconto da vivere fino in fondo.
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