Skip to content
vangoghmultimediaexperience.it

vangoghmultimediaexperience.it

  • News
  • Eventi
  • Storie
  • Itinerari
  • Home
  • 2026
  • Marzo
  • 24
  • ITS Contest a Trieste: la nuova frontiera sostenibile e creativa del fashion design italiano
  • Eventi

ITS Contest a Trieste: la nuova frontiera sostenibile e creativa del fashion design italiano

Redazione 24 Marzo 2026

«La moda sta cambiando, ma non come pensate». A Trieste, da ventiquattro anni, un contest rompe il ritmo convulso delle passerelle globali. Mentre il mondo corre dietro a trend sempre più effimeri e campagne che durano un battito, qui si allarga il respiro, si rallenta il passo. L’ITS non è solo una gara: è un luogo dove il tempo si dilata, dove i confini smettono di essere muri e diventano ponti di scambio culturale. Un modo diverso di raccontare il fashion design, lontano dalla frenesia, più vero.

Un tempo che dà respiro alla creatività nel fashion design

La vera rivoluzione di ITS sta nel modo in cui si affronta il tempo. Non si corre dietro a collezioni lampo o capsule che spariscono in poche settimane. Al contrario, si crea uno spazio più lungo, quasi artigianale. I dieci giorni di residenza creativa, cuore del contest, portano i designer direttamente dentro fabbriche, archivi storici e botteghe specializzate – come la maglieria di Modateca Deanna. Il mentoring, individuale e di gruppo, spinge a sviluppare progetti profondi, basati sull’ascolto e sulla riflessione, non su mode passeggere.

Il premio ITS Excellence Award 10×10×10 fa girare questa idea su scala più ampia: 10mila euro, 10 giorni di residenza e poi ben 10 mesi di esposizione pubblica. Durante questo periodo, le creazioni restano visibili e dibattute; il pubblico può votare con il Public’s Choice Award, ribadendo che la moda è un’esperienza condivisa, non solo un evento fugace.

Questa scelta di rallentare restituisce dignità e complessità a un settore che negli ultimi anni si era arreso al consumo veloce e usa e getta, aprendo nuove strade per i giovani talenti.

La mostra come spazio di confronto e dialogo tra generazioni

Le esposizioni di ITS Arcademy sono la prova concreta del progetto: momenti in cui la moda non si limita a mostrarsi, ma si mette in discussione. “Rise and Shine” raccoglie i lavori dei dieci finalisti di quest’anno e li inserisce in un archivio che in vent’anni ha catalogato oltre 15mila progetti. Non è solo un omaggio agli artisti, ma un’esposizione pensata come un dialogo tra passato e presente, che mette a fuoco continuità e rotture nel panorama internazionale della moda.

Accanto, la mostra “EXPOSURE – Quando il mondo ti guarda”, curata dallo stylist belga Tom Eerebout, sposta l’attenzione da chi indossa un capo ai retroscena che costruiscono la sua immagine pubblica. Qui non si celebra l’icona o il brand, ma si analizzano le relazioni, le scelte stilistiche e i meccanismi mediatici che plasmano la percezione collettiva.

Eerebout, che ha lavorato con star come Lady Gaga, racconta la sfida di questo cambio di prospettiva. Per lui curare una mostra è come fare lo stylist: scegliere, accostare e costruire un racconto attraverso i dettagli. La sua esposizione si sviluppa in sette stanze tematiche che svelano il percorso invisibile della costruzione dell’immagine, dagli ultimi ritocchi in camera d’albergo fino all’impatto sul red carpet. Lo spazio diventa così un luogo di riflessione sul ruolo dell’immagine, spesso ridotta a stereotipo anziché vista come un processo complesso e collettivo.

Una comunità concreta oltre le parole vuote

ITS non premia solo giovani creativi. Costruisce una vera rete fatta di incontri, collaborazioni e scambio di conoscenze. Durante la residenza, i designer si confrontano con realtà di primo piano dell’industria italiana e internazionale: dai quartier generali di OTB ai team di EssilorLuxottica, passando per le sperimentazioni con Swatch e i laboratori artigianali del Museo Carnico delle Arti Popolari.

Questa rete include anche il dialogo con Pitti Immagine, Fondazione Ferragamo, Fondazione Sozzani e figure di spicco come Orsola de Castro e Sara Sozzani Maino. Uno scambio che arricchisce la formazione, apre nuove prospettive e offre accesso a pratiche innovative e sostenibili.

Così ITS distribuisce un patrimonio che va oltre il premio in denaro o la visibilità: crea un senso di appartenenza e sostegno reciproco. In un settore difficile e competitivo, questa rete è il vero capitale per chi vuole crescere e innovare nel tempo.

Storie di successo e l’eredità culturale di ITS

Le opere degli ex finalisti in mostra mostrano l’impatto concreto del contest. Rebar Aziz, finalista 2020, è un esempio chiaro: unisce esperienze diverse in un linguaggio creativo unico. Figlio di un sarto di abiti tradizionali iraniani, ha studiato ingegneria meccanica prima di dedicarsi alla moda. Nei suoi capi si mescolano tecnica e artigianato, con la capacità di fondere tessuto e metallo in strutture leggere ma solide.

Aziz racconta un percorso di crescita personale, in cui ha imparato a fidarsi della propria visione, trasformando un patrimonio familiare e tecnico in idee originali. Questa condivisione di storie mostra come ITS alimenti un ecosistema creativo che valorizza la diversità e la contaminazione tra culture, esperienze e tecniche.

Anche altri ex finalisti, come Chloë Reners, premiata con una menzione speciale, tornano a partecipare come giurati, confermando la continuità e la crescita collettiva che ITS sostiene da sempre.

La creatività come urgenza culturale e sociale

Dietro ogni iniziativa di ITS c’è una domanda: perché investire nella formazione di giovani designer in un mondo in cui la moda sembra ripetersi e perdere profondità? La risposta sta nel voler trasformare questi giovani in pensatori critici, non semplici esecutori, capaci di raccontare storie nuove grazie alla conoscenza storica e tecnica.

La sostenibilità non è un’etichetta vuota, ma un problema reale da affrontare. L’innovazione nasce da una profonda conoscenza di materiali, tecniche e territorio, non da mode passeggere. La mostra EXPOSURE, spostando l’attenzione dal prodotto finito al processo di costruzione dell’immagine, restituisce complessità e senso a un ambito spesso banalizzato.

Barbara Franchin, ideatrice di ITS, sottolinea l’urgenza di nuove voci e creatività per il presente e il futuro. In un momento in cui la comunicazione e l’immaginazione collettiva sono sotto pressione, la moda deve tornare a essere un laboratorio di idee per nuovi modi di vivere e progettare.

Quel futuro si costruisce ai margini, in luoghi di confine – come Trieste – dove culture diverse si incontrano e si contaminano. ITS non è solo un evento, ma un processo vivo che continua grazie a questa sapienza di confine.

Continue Reading

Previous: Museo d’Arte Contemporanea Cavalese 2026: Mostre e Progetti tra Arte, Territorio e Comunità

Related Stories

Museo d’Arte Contemporanea Cavalese 2026: Mostre e Progetti tra Arte, Territorio e Comunità
  • Eventi

Museo d’Arte Contemporanea Cavalese 2026: Mostre e Progetti tra Arte, Territorio e Comunità

23 Marzo 2026
Ibrahim Mahama aggredito dalla polizia in Ghana: appello di istituzioni e arte per giustizia e verità
  • Eventi

Ibrahim Mahama aggredito dalla polizia in Ghana: appello di istituzioni e arte per giustizia e verità

23 Marzo 2026
Roma vista da Umberto Vattani: una città in continuo movimento tra diplomazia e cultura contemporanea
  • Eventi

Roma vista da Umberto Vattani: una città in continuo movimento tra diplomazia e cultura contemporanea

23 Marzo 2026

Articoli recenti

  • Alto Adige: Scopri le Passeggiate Silenziose nella Magica Certosa di Val Senales
  • ITS Contest a Trieste: la nuova frontiera sostenibile e creativa del fashion design italiano
  • Istria Slovena da Scoprire: Saline Storiche, Arte Rinascimentale e Degustazioni a Due Passi da Trieste
  • Museo d’Arte Contemporanea Cavalese 2026: Mostre e Progetti tra Arte, Territorio e Comunità
  • Ibrahim Mahama aggredito dalla polizia in Ghana: appello di istituzioni e arte per giustizia e verità
Copyright © All rights reserved.