Domenica scorsa, tra le mura eleganti del Le Méridien Visconti Rome, il pranzo ha preso una piega diversa. Al Longitude 12 Bistrot & Jardin, il tempo si è dilatato, lasciando spazio a piatti che raccontano storie di Piemonte e Lombardia. Non è solo cibo, ma un viaggio nei sapori di due regioni dove la tradizione si fa protagonista, tra ingredienti semplici e ricette che sanno di casa. Qui, la domenica si celebra davvero, senza fretta, con quel calore che solo un pasto condiviso riesce a creare.
“Il Pranzo della domenica” riparte con forza nel 2024, offrendo un calendario fitto di appuntamenti, ognuno dedicato a un piatto tipico e alle sue radici culturali. Un’esperienza pensata sia per chi cerca il gusto di casa sia per chi vuole scoprire le tradizioni gastronomiche di altre zone d’Italia. Piemonte e Lombardia, con le loro ricette storiche, si prestano perfettamente a questo racconto, fatto di ingredienti locali e metodi di cucina tramandati da generazioni.
Ogni domenica, durante il pranzo, lo chef Giuseppe Gaglione si cimenta in una sessione di live cooking preparando il risotto con Riso Buono, un prodotto d’eccellenza, abbinato ai vini selezionati della cantina Marchesi di Barolo. Questo abbinamento esalta il piatto, trasformando l’esperienza in un momento da vivere con tutti i sensi: vista, olfatto e gusto. Un invito a immergersi in un rito fatto di profumi, sapori e storie lontane.
Il calendario dei pranzi domenicali è già ricco di piatti simbolo e appuntamenti da segnare sul calendario. Si è partiti il 22 febbraio con un risotto alla paniscia novarese, accompagnato da ravioli di zucca e amaretti alla mantovana. Il 1° marzo è stato il turno del risotto alla monzese e dei casoncelli alla bergamasca con burro e salvia, mentre l’8 marzo ha visto protagonista il risotto al Barolo con Castelmagno e agnolotti al sugo di brasato.
Le domeniche successive continuano a raccontare la tradizione lombardo-piemontese. Il 15 marzo si propone un risotto alla milanese con ossobuco, seguito dai ravioli di zucca e amaretti alla mantovana. Il 22 marzo torna la paniscia novarese insieme ai pizzoccheri valtellinesi con verza e patate, mentre il 29 marzo chiude il ciclo il risotto alla monzese con casoncelli bergamaschi al burro e salvia. Ogni piatto è una storia di cultura e territorio, un momento di condivisione da vivere a tavola.
Qui non si parla solo di cibo. Il progetto vuole essere un omaggio alla cultura italiana e al valore sociale del pranzo domenicale, da sempre un’occasione per riunire famiglia e amici intorno a piatti che custodiscono ricordi e tradizioni. Nel 2024 questo rito ha ricevuto un importante riconoscimento: l’Unesco ha inserito il pranzo italiano nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.
Un riconoscimento che sottolinea come dietro ogni piatto ci siano gesti antichi e tradizioni da preservare. Quello che propone Le Méridien Visconti Rome non è solo un viaggio nel gusto, ma un invito a fermarsi a riflettere sull’importanza di questi momenti condivisi, in cui si intrecciano identità regionali e storie di famiglia.
Per chi vuole provare a casa un assaggio della cucina del bistrot, ecco la ricetta del risotto alla monzese, specialità tipica della Lombardia. Gli ingredienti base sono: 400 grammi di Riso Buono Carnaroli, un litro di brodo vegetale, 200 grammi di salsiccia luganega, 2 grammi di pistilli di zafferano, cipolla bianca, 100 grammi di parmigiano grattugiato, 150 grammi di burro, un bicchiere di vino bianco e sale quanto basta.
La preparazione inizia con un soffritto di cipolla tritata e metà del burro in casseruola, a cui si aggiunge la luganega sgranata e privata del budello. Si sfuma con il vino bianco, lasciando evaporare l’alcol. In un altro tegame si tosta il riso con un pizzico di sale, aggiungendo il brodo caldo poco per volta per circa 13 minuti. Poi si unisce il composto di salsiccia e cipolla, lasciando cuocere per un paio di minuti. Infine, si toglie dal fuoco e si manteca con il burro rimasto, il parmigiano e lo zafferano, fino a ottenere una crema morbida e omogenea.
Questa ricetta è un chiaro esempio della tradizione lombarda, che valorizza ingredienti semplici ma selezionati, trasformati con cura e maestria in un piatto che racconta una storia di gusto e territorio. Il risotto alla monzese diventa così il simbolo di quel pranzo domenicale che tutto il Paese vuole mantenere vivo, sia a tavola che nella memoria.
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